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Pubblicato il: 16 Febbraio 2019 alle 17:41

Busto Arsizio – La città divisa in due

Busto Arsizio – La città divisa in due

Piazza Santa Maria a Busto Arsizio divide in due la città.

Busto Arsizio, 16 febbraio 2019

Presidente Ascom Busto Arsizio

Spesso già nel nome di una
persona, di un evento o di un luogo si cela il proprio destino.  A Busto Arsizio, la chiesa più bella e
famosa, autentico gioiello rinascimentale, Santa Maria di Piazza, di cui i
bustocchi vanno fierissimi, ha già nel suo nome il proprio destino. Quel “di
Piazza” è proprio quello di cui tanto si parla, tanto si discute e tanto ci si
divide oggi a Busto Arsizio. Piazza Santa Maria, al centro di Busto Arsizio  è al centro delle polemiche.  Guelfi e ghibellini, bianchi e neri, oggi
anche Busto Arsizio ha due partiti che si affrontano per la supremazia in città,
ne più ne  meno come nella Firenze di
dantesca memoria, con il podestà, ora chiamato sindaco e  del Consiglio, in realtà ce ne erano due ,
oggi fortunatamente c’è il solo Consiglio Comunale, chiamati a fare da arbitri.
I due partiti, chiamiamoli “di Piazza”, cioè 
“Pro Piazza” o piazza chiusa al traffico e “Contro Piazza” cioè piazza
aperta al traffico, a loro volta hanno altre divisioni interne, In questo
momento prevale decisamente il partito “Pro Piazza” , molti sono infatti
d’accordo che la piazza resti chiusa al traffico,  costringendo le auto a fare dei giri per
uscire dal centro. Se non che il partito “Pro Piazza” si divide oggi in due per
la questione di Via Montebello, cioè “Pro Piazza a uscire da Via Montebello” e
“Pro Piazza ad entrare da via Montebello”. 
Una bella gatta da pelare non c’è dubbio.  Non per niente abbiamo fatto riferimento alla
Firenze medioevale, il centro di Busto Arsizio paga la sua origine medioevale
con due direttrici, una nord-sud, l’altra est-ovest e corrispondenti alle
quattro porte cittadine, che si incrociano in Piazza Santa Maria. Una volta,
però, nei centri storici ci passavano con muli e carretti, cavalli e carrozze,
non solo a piedi, magari trascinandosi una vacca. Oggi i centri storici sono
chiusi al traffico e carretti e carrozze, SUV e utilitarie, dovrebbero essere
posteggiati da qualche altra parte. Non costruito il parcheggio di Piazza Vittorio
Emanuele II°, usato da pochissimi quello delle Poste, sempre pieno quello di
via San Michele, penso di non aver compreso bene quello in piazza del
mercato!  Un bel silo in Piazza Venzaghi
no? Gallarate, Lugano, Como ecc. Gli esempi sono dappertutto intorno a noi.  Il famoso Corso Europa è un obbrobrio, esempio
di come le colpe dei “padri speculatori” ricadano sui figli. Forse un silo per
auto, magari fatto da un grande architetto, come Botta a Lugano e un bel
progetto urbanistico, risolverebbero molti problemi. O qualcuno crede ancora
che una delle strade principali di accesso al centro di Busto Arsizio passasse
dietro Villa Radeski e non davanti! “ Via Montebelo su, via Montebello giù “ penso
che sarà il ritornello della nuova canzone di Elio e le Storie Tese per San
Remo 2020. Il titolo? “Una questione di lana caprina”, visto che siamo in una
città di ex-tessitori. Quando guardo una chiesa come Santa Maria di Piazza a
Busto Arsizio, mi chiedo come hanno fatto i nostri antenati a fare una
magnificenza del genere. Ci sono voluti soldi, coraggio e gusto artistico, o
meglio coraggio, gusto artistico e soldi. Mica hanno fatto un senso unico
intorno ad una cappelletta della Madonna. 
Come dicono a Busto “i dané fan dané e i pioji fan pioji”. Per i non
bustocchi, “pioji” significa pidocchi, ricordo della dominazione spagnola. Su
ragazzi coraggio, usciamo dal “Medioevo Bustocco” ed entriamo nel Rinascimento.  Speculavano anche a Firenze, ma meglio.

Gianni Armiraglio

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