Varese Press giornale online

gli altri siamo noi

Pubblicato il: 13 Febbraio 2019 alle 15:41

Gian Marco Saolini, un furbone che usale le bufale per emergere

di Giuseppe Criseo

 “Molto probabilmente per questo video perderò il lavoro ma non posso andare a dormire con la coscienza sporca. Siamo stati obbligati a votare Mahmood e a farlo vincere… Ci sono arrivate delle direttive dall’alto, dalla sinistra”. Annuncio enfatico e simili ad altri temi su cui l’attenzione del pubblico è molto alto.

 Si è difeso pubblicamente come riporta La Stampa, dice alla gente solo quello a cui vuole credere” e che non può essere colpa sua se poi, in molti, abboccano. Al massimo – obietta – si può dire che “il pubblico non è ancora pronto” per la “nuova satira” che lui fa. E ancora: “Non è colpa delle mie bufale se la gente è razzista. Molti mi accusano di alimentare il razzismo ma non è affatto così: quella gente era razzista già da prima… Io faccio questi video perché mi divertono. Basterebbe approfondire un minuto ma la gente non lo fa”.

Il senso delle sue parole è chiaro: ha capito perfettamente i meccanismi che regolano i social e se ne approfitta contando sul malcontento per la crisi polito-economica di cui il Paese soffre da anni, per sviare l’opinione pubblicando con messaggi semplici, diretti e immediati su questioni complesse come la vicenda Acquarius.

Su Sanremo ad es. si presenta come uno dei componenti della giuria, mentre i nomi sono ben noti:

Mauro Pagani,  Ferzan OzpetekCamila RaznovichClaudia PandolfiElena Sofia RicciBeppe SevergniniJoe Bastianich e Serena Dandini.

Quale era il peso dei giurati?

” nelle prime tre serate voteranno Sala Stampa (30%), giuria Demoscopica (30%) e Televoto (40%), mentre venerdì e sabato il Televoto varrà il 50%, la Sala Stampa il 30% e la giuria degli Esperti il 20%. Come nella scorsa edizione, ogni votazione terrà conto della media di quelle precedenti. (sorrisi.com)

Le polemiche sul televoto quindi sono per lo più imprecise, visto il peso del Televoto che non avrebbe essere comunque decisivo dal regolamento; se vogliamo il cambiamento caso mai bisognerebbe cambiare il regolamento e i criteri generali: il festival è della canzone italiana e deve essere di un certo genere musicale? Allora lo si dica e scriva.

Tornando al “furbone”, visto che manipola deliberatamente le persone inducendole in errore, o Facebook lo blocca e comunque una qualche forma di reato c’è, oppure se i social guardano solo ai numeri che portano entrate dalla pubblicità, siamo alla fine e dovrà essere chiuso per sempre.

Non tutti gli utenti hanno tempo, cultura e preparazione di verificare le fonti, e può farlo chi ne ha le risorse in abbondanza ( tanto che ha messo in ginocchio il settore della pubblicità monopolizzandolo), se ha voglia.

In caso contrario non si capisce perchè un editore o un direttore deve essere responsabile di quanto pubblica perchè Facebook assieme agli altri può far finta di nulla, visto che si tratta di miliardi di persone.

Le entrate ci sono e ci deve essere la responsabilità, oppure rinunci alle entrate.

Lascia un commento