Varese Press giornale online

gli altri siamo noi

Il bullismo, ma cos’è, da che cosa nasce?

 Finalmente si affronta una delle piaghe sociali che da anni dilagano nella nostra società: Il bullismo, ma cos’è, da che cosa nasce? Ora se ne parla tanto, ma c’è sempre stato. Una volta capitava che si scherzava il ragazzo/a grasso, alto, con gli occhiali, con i brufoli, il timido e via dicendo. Ma non è il difetto in se, e il soggetto che viene scelto dal gruppo, e solitamente chi viene scelto? il ragazzo/a più debole.Ma in che senso? il ragazzo/a non omologato al gruppo, quello che pensa con la propria testa quello che non è sempre d’accordo, quello che sa ribellarsi, e allora che succede?il branco lo individua ed inizia a perseguitarlo in questa o quella maniera,a turno, la cosa più terrificante è vederlo isolato. Ma facciamo un passo indietro, chi di solito comanda in questi gruppi?sicuramente non sono i figli di operai che fanno fatica a tirare alla fine del mese o hanno problemi di lavoro ecc… questi ragazzi non hanno nemmeno il tempo di pensare a certi atteggiamenti malvagi. Solitamente i capi gruppo sono figli di famiglie benestanti, senza particolari problemi, spesso a scuola non riescono ad eccellere come gli altri e spesso li tormentano.Alla la mamma lavoratrice “scarica” il figlio al pre scuola, e corre poi al lavoro con i mille sensi di colpa. Mentre le mamme”in” dopo l’ingresso del figlio a scuola frequentano i bar della zona iniziando ad analizzare com’è andata il giorno precedente, chi ha preso cosa.Puntano il dito contro l’insegnante di turno e qui inizia una nuova avventura(mi riferisco al periodo delle medie e delle elementari).Chiedono il colloquio con l’insegnante, pretendono di far cambiare il voto preso e via dicendo.Lo stesso poi avviene in classe, dopo una normale interrogazione l’alunno di turno contesta il voto del compagno/a e chiede al prof di cambiarlo. Nel momento in cui il professore cede e lo fa, ha già perso.Allora anche qui chi è la nuova vittima? l’insegnante. Altro discorso da approfondire. Chi tutela l’insegnante, quanti casi abbiamo sentito di insegnanti che per un brutto voto vengono malmenati, sfregiati o ricevono ritorsioni una volta che escono dall’istituto? anche questo è bullismo.Allora qui non si tratta solo di un problema di formazione, ma di tutela delle persone, l’insegnante a scuola vede e come se vede. Noi genitori non conosciamo i nostri figli, come diceva Pirandello in “uno nessuno centomila” ognuno di noi indossa una maschera. L’insegnante conosce l’atteggiamento dei nostri figli al di fuori della sfera famigliare.Però come fa uno ad intervenire se non è tutelato?rischia magari il trasferimento o la perdita del posto di lavoro.Altro problema, da affrontare, la maggior parte di noi italiani fa parte della religione cattolica. Ecco altro punto dolente, anche negli oratori c’è la piaga del bullismo. Anche la diocesi di Milano si sta attivando per questa piaga sociale. Perché il ragazzo oltre ad essere bullizzato a scuola, viene bullizzato anche nelle ore che frequenta l’oratorio, e spesso gli aguzzini sono proprio alcuni dei “bravi ragazzi”che frequentano l’oratorio. Anche qui difesi dalle proprie mamme “onnipresenti”, non solo a scuola ma anche in oratorio. Loro ci sono a tutte le manifestazioni, e a tutti gli impegni sociali ecc… chi non segue il branco o contraddice, viene escluso. Il problema inizia verso la quarta elementare, e gli anni più difficili sono quelli delle scuole medie.Gli insegnanti sono impotenti, un’insegnate che non si lascia intimorire e reagisce è “un educatore”ed è qualcosa al di fuori dell’insegnamento, pochi hanno questo dono di esserlo.Chi non ha questo coraggio è meglio che cambi lavoro. Lo stesso vale per i sacerdoti, che all’oratorio vedono gli atteggiamenti sbagliati, ma pochi hanno il coraggio di affrontare certe situazioni. Cosa dobbiamo cambiare? l’educazione? a tanti genitori manca, cosa si può pretendere da un figlio proveniente da certi genitori. Va reintrodotta educazione civica. E la scuola? è stato giusto rendere partecipi i genitori alla vita scolastica dei figli, ma purtroppo non ci sono più barriere, l’insegnante è in balia dei genitori. Il problema di fondo è il rispetto del proprio io e di quello altrui. Non fare agli altri quello che non vuoi che venga fatto a te. Magari nelle scuole andrebbero inserite delle persone neutre, psicologi o quant’altro che possano individuare i vari disagi.Premetto io non sono un’insegnante sono soltanto una mamma, che guarda la crescita della propria figlia e dei suoi compagni. Non mi soffermo al voto di giornata, che comunque non è una sentenza che ti condiziona la vita futura dei nostri figli. Voglio solo un futuro più sereno per tutti i ragazzi.

RispondiInoltra
Please follow and like us:
error

Lascia un commento