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Caso 1148, il Capo Polizia, il Governo e le loro assurdità!

È una vergogna sentire quanto asserisce l’attuale Capo della Polizia, quando ha sposato le gesta di questo governo sul caso del concorso 1148 del 2017, a cui in corso d’opera hanno cambiato le regole in modo illegittimo.

Come è altresì vergognoso alla luce di ciò che fecero i governi precedenti compreso l’attuale, riguardo il Concorso Pubblico per 780 Allievi Agenti della Polizia di Stato indetto in data 08-11-1996 con una graduatoria validata dal 1998 al 2001 poi dal 2003 al 2006, la quale non fu esaurita tutta come sempre avvenuto nella storia della Polizia di Stato; tale condotta ha cagionato non solo l’attuale sottorganico, ma grazie ai prossimi pensionamenti nel prossimo quinquennio lo stesso raggiungerà quota 70 mila unità in meno, non l’ottimo quadro dal Capo esposto.

Un buon Capo della Polizia di Stato si dovrebbe battere per la Legalità e la Giustizia, anche Sociale, quindi dovrebbe arruolare gli Idonei del 780 e quelli del 1148, restituendo giustizia e futuro a chi non ne ha avuto in questi 13 anni di attesa di chiamata ed a chi lo visto minato oggi.

Il Prefetto Gabrielli dichiara:

“Nel nostro Paese c’è stata una stagione in cui si è scritto e sottolineato che i poliziotti e i carabinieri erano troppi – ha spiegato il capo della Polizia Gabrielli – agli inizi degli anni 2000 si diceva che eravamo il paese europeo con il rapporto cittadini-operatori della sicurezza più alto, peccato pero’ che avevamo le quattro mafie più pervasive, un terrorismo interno che nessun altro paese europeo aveva avuto.”

“Nella stagione della finanza creativa e dei tagli lineari, si è bloccato il turn over: ora – ha aggiunto Gabrielli – il lessico a volte nasconde la crudezza delle cose, ma questo significa che quando andava qualcuno in pensione non si sostituiva, e tutto questo – parlo per la Polizia, ma la situazione riguarda anche i nostri colleghi, amici e fratelli dell’Arma dei carabinieri e della Guardia di Finanza – ci ha consegnato una Polizia che doveva essere di 117mila unità e oggi ne ha 98mila, e, cosa piu’ preoccupante, con una media altissima, perché nelle nostre questure veleggiavamo tra 49 e 52 anni. Questa è la prima verità che non possiamo dimenticare, perché ci vorranno anni per colmare i guasti prodotti con il blocco del turn over”

“Poiché la stragrande maggioranza degli arruolamenti è avvenuta negli anni ’80, e mediamente si va in pensione a 60 anni, non essendo la matematica un’opinione, da quest’anno al 2030, nella mia amministrazione, se ne andranno in pensione 40mila persone. Quindi, dobbiamo recuperare il gap del turn over e le persone che vanno in pensione, quindi servono 60mila unità. Questo – ha rilevato Gabrielli – non si potrà fare in poco tempo: ci vogliono procedure concorsuali, e spesso non finiscono come vorremmo, ci vogliono periodi per la formazione. Sono poi state cartolarizzate le scuole, come quella di Vibo Valentia, che per me è un presidio fondamentale: questo significa che nel 2023, se non si porrà rimedio, la dovremo in qualche modo dismettere. Questi sono fatti che sono avvenuti, non fatti che sono capitati per caso”.

La Politica e quattro dirigenti con il 10 politico sono il male di questo Paese.

EP 

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