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Raciti, 12 anni dopo ancora non c’è risposta adeguata alla violenza

Morti e feriti ma le tifoserie fanno paura, i facinorosi non finiscono in carcere, tutto prosegue come nulla fosse”

“Dodici anni senza Filippo Raciti. Ricordarlo è un dovere, e la rabbia brucia ora esattamente come allora. Il nostro collega, uomo, figlio, fratello, marito e padre, è morto per un banale incontro di calcio, la sede oramai ‘propria’ della violenza più cieca, assurda e insensata. E dodici anni dopo nulla è cambiato o quasi. Per le partite di calcio si continua a morire, continua l’esibizione di violenza e illegalità, di prepotenza e di disprezzo assoluto per le regole, continua l’insostenibile spesa pubblica per arginare una follia che meriterebbe risposte di altro tipo. Dodici anni dopo siamo ancora a parlare dell’emergenza violenza negli stadi, eppure i campionati proseguono come nulla fosse. Ma la verità è che le tifoserie continuano a fare paura e che non si trova il coraggio di dare risposte di adeguata fermezza. Ancora non si vedono i facinorosi finire in carcere e restarci, eppure Daspo e minacce di vario genere non hanno alcun serio effetto deterrente, né di prevenzione, né di educazione. Il Rapporto del Viminale reso noto al termine dello scorso girone d’andata dei campionati professionistici parlava chiaro: violenza in aumento, e maglia nera per la serie A, con un netto aumento dei feriti fra i civili e, soprattutto, fra le Forze dell’ordine. Nei mesi seguenti i numeri sono parsi ‘migliorare’, si tratta di dati privi di senso concreto considerato che il 2018 si è chiuso con l’ennesima morte di un tifoso, con scontri durissimi con le Forze di Polizia, con gli oramai consueti cori razzisti, e chi più ne ha più ne metta. Tutto ciò non necessita di commenti ulteriori. Con il Decreto sicurezza, accogliendo una richiesta per cui ci siamo sempre battuti, è stata incrementata la contribuzione delle società di calcio per l’ordine pubblico durante le partite, ma questo non può bastare. Le regole attuali non sono efficaci, la risposta del sistema normativo e giudiziario alla violenza e all’illegalità in occasione di manifestazioni sportive è decisamente ‘all’acqua di rose’, continuiamo a trovare criminali impuniti che accoltellano la gente fuori dagli stadi con il provvedimento di Daspo in tasca. E’ un’intollerabile presa in giro”.  

Così Valter Mazzetti, Segretario generale Fsp Polizia di Stato, Federazione sindacale di Polizia, nel giorno del dodicesimo anniversario della morte di Filippo Raciti, l’ispettore di Polizia deceduto durante il derby di calcio tra Catania e Palermo fuori dallo stadio Massimino.

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