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Pubblicato il: 31 Gennaio 2019 alle 15:38

Sicilia, Operazione Gallodoro

Operazione “GALLODORO”, nota ufficiale

Questa
mattina i Carabinieri del R.O.S., in Caltanissetta e in altre parti del
territorio nazionale, con il supporto in fase di esecuzione di militari dei
Comandi Provinciali di Caltanissetta e Agrigento, hanno dato esecuzione ad un
provvedimento di custodia cautelare emesso dal G.I.P. presso il locale Tribunale,
su richiesta della Procura della Repubblica di Caltanissetta – Direzione
Distrettuale Antimafia, a carico di 17 persone, alcune delle quali già detenute
per altri fatti, ritenute a vario titolo responsabili di associazione per
delinquere di tipo mafioso, omicidio, estorsioni, reati concernenti le armi, rapina
e associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze
stupefacenti, aggravati ai sensi dell’art. 416 bis.1 c.p.

Il
provvedimento cautelare colpisce gli appartenenti alle famiglie mafiose ricadenti
nel mandamento di Mussomeli (composto
dalle famiglie di Campofranco, Montedoro, Serradifalco, Sutera, Bompensiere,
oltre che quella di Mussomeli)
.

L’articolata attività investigativa,
naturale prosecuzione di quelle che nel tempo avevano visto impegnato il ROS
nell’area del “Vallone”, ha avuto in
VACCARO Domenico, MODICA Calogero, DI LEO Claudio Rino e GRIZZANTI Antonio
Calogero i principali indagati.

L’ampio monitoraggio fatto di pedinamenti
ed intercettazioni avviato proprio nei confronti del DI LEO, legato da vincoli
di parentela a VACCARO Domenico e già condannato per 416 bis nell’ambito
dell’operazione “Urano”, ha permesso
non solo di confermarne lo spessore criminale all’interno della famiglia di Campofranco e la
disponibilità di armi ma anche di documentare la fiorente attività di spaccio compiuta dal sodalizio dallo
stesso diretto nei territori di Campofranco, Mussomeli e Vallelunga Pratameno con
canali di approvvigionamento nel palermitano (attraverso POLLARA Francesco) e a
San Cataldo (attraverso contatti con SCALZO Vincenzo e DI VITA Calogero
Maurizio).

La determinazione a portare avanti le
condotte criminali da parte de DI LEO emergeva in tutta la sua spregiudicatezza
il 30.05.2012 allorquando, avendo la necessità di reperire il denaro necessario
all’acquisto di una partita di droga, egli non esitava a compiere insieme a POLLARA
Francesco ed altri complici rimasti ignoti una rapina ai danni della filiale
della Banca di Credito Cooperativo Toniolo di Campofranco che fruttava un
bottino di 18.000 euro.

Le indagini avevano avuto un rilevante sviluppo
a seguito dell’avvio della collaborazione con la giustizia di CARRUBA Maurizio,
uomo d’onore e già rappresentante della famiglia di
Campofranco, tratto in arresto nell’aprile 2011 a seguito dell’operazione del
ROS “Grande Vallone”.

Grazie all’enorme patrimonio di conoscenze
in suo possesso, era stato possibile non solo attualizzare e riscontrare le
dichiarazioni rese nel tempo da altri collaboratori ma anche fare luce su diversi
episodi estorsivi, di alcuni dei quali egli si autoaccusava, ai danni di
imprenditori edili, confermare il ruolo di vertice rivestito in seno alla famiglia
di Campofranco da MODICA Calogero e definire le singole responsabilità in
riferimento all’omicidio di FALCONE Gaetano (perpetrato a Montedoro (CL) il
13.06.1998).

In particolare, attraverso la puntuale
attività di riscontro e incrocio delle dichiarazioni rese anche da altri
collaboratori era possibile ricostruire il ruolo di mandante di VACCARO
Domenico che, attraverso l’eliminazione di FALCONE, non solo voleva vendicare
la morte del fratello Lorenzo e di CARRUBA Calogero ma anche prevenire una
possibile azione nei suoi confronti progettata da soggetti appartenenti ad una
corrente di Cosa Nostra contrapposta
alla sua che volevano scalzarlo dal vertice della provincia mafiosa di
Caltanissetta di cui FALCONE era espressione.

Per portare a termine il suo progetto
VACCARO Domenico si era avvalso della collaborazione di FALCONE Nicolò (il
quale, all’epoca rappresentate della famiglia
di Montedoro, di cui faceva parte FALCONE Gaetano aveva dato il suo assenso
all’uccisione di quest’ultimo), di TUSA Antonio e MODICA Giuseppe che, non solo
avevano individuato gli esecutori dell’omicidio di VACCARO Lorenzo e CARRUBA Calogero,
ma anche pianificato in ogni dettaglio l’azione di vendetta poi portata a
termine da SCHILLACI Angelo e CARRUBA Maurizio.

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