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Pubblicato il: 30 Gennaio 2019 alle 15:04

Laveno, muflone spacca vetrine

I mufloni non sono una novità a Laveno, ne avevano catturato uno gli operatori della Protezione Civile nel 2013:

“Liberato dalla nostra prociv di Laveno Mombello, un giovane muflone, che è stato poi liberato in una zona boschiva. L’animale con molta probabilità, è sceso dalla zona delle “Casere” dal versante lavenese del monte Sasso del Ferro, ed ha imboccato la via Mazzini, una via che corre stretta fra le abitazioni, sino a via San Fermo. Qui forse impaurito da qualcuno, o da una vettura in transito, è fuggito finendo nell’area del vecchio lavatoio di via Tinelli, da dove non riusciva più ad uscirne. Lo ha visto un passante, che ha chiamato sul posto una pattuglia di carabinieri della locale stazione di Laveno Mombello.

Sul posto è cosi intervenuta la nostra protezione civile che è riuscita a bloccare, non senza qualche difficoltà l’impaurito muflone e dopo averlo calmato, l’animale è stato legato e trasportato con il mezzo della protezione civile in una zona boschiva del Sasso del Ferro, dove con la collaborazione del capocaccia Vigani, è stato liberato, sul versante boschivo del monte che sovrasta Laveno Mombello.”

L’episodio recente con la scritta dopo il danno “Vetro rotto causa muflone! evidenzia una situazione di pericolo e danni al
“Il Giardino” di via Garibaldi 97 a Laveno Mombello e non solo:
 “l’animale ha preso a cornate anche la porta a vetri di un condominio vicino” afferma il titolare del Giardino.

Risparmiata l’Agenzia di Viaggi Laveno, https://www.civiaggi.com/

che dichiara: “Probabilmente non sono stata colpita perché in vetrina ho il pannello delle offerte e il vetro non rifletteva” e che ringraziamo per le foto allegate al presente.

Non sarà semplice avere il risarcimento dei danni, in questi casi la responsabilità “deve  essere imputata all’ente, sia esso Regione, Provincia, Ente Parco, Federazione o  Associazione, ecc., a cui siano stati concretamente affidati, nel singolo caso, i  poteri di amministrazione del territorio e di gestione della fauna ivi insediata,  con autonomia decisionale sufficiente a consentire loro di svolgere l’attività in  modo da poter amministrare i rischi di danni a terzi che da tali attività derivino. ” (fonte Diritto.it)

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