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Pubblicato il: 27 Gennaio 2019 alle 16:28

Busto Arsizio, le vicende di Guido Olivato raccontate nel libro “P.O.W.”

di Paolo Bossi

Partecipazione attenta e silente, di quelle così dense che si tagliano con una lama. Questa era l’atmosfera si respirava nell’auditorium della Galleria BustoLibri ex Boragno, in Via Milano a Busto Arsizio, in occasione della presentazione del libro “P.O.W.” di Tito Olivato, pubblicato con Youcanprint.

Una storia di amicizia e di guerra, di morte e di amore, ambientata ai tempi della Seconda Guerra Mondiale e incentrata sul poco conosciuto conflitto tra gli anglo-sudanesi e gli italiani nell’Africa orientale, dove molti soldati italiani furono rinchiusi nei campi di concentramento inglesi.

Un documento storico che ben si accosta alle celebrazioni del “Giorno della memoria” che si susseguono in questi giorni in quasi tutti i paesi, per ricordare non solamente l’eccidio degli ebrei a opera dei nazisti, ma anche le fosse comuni del regime socialista di Tito in Istria-Dalmazia e più in generale a tutti gli episodi di tortura e repressione della dignità e libertà umana, che auspichiamo non si ripetano più.

Tito Olivato ha reso romanzo il diario di guerra di suo padre Guido, redatto negli anni di prigionia in India, scritto su carta igienica. Dopo oltre 70 anni, l’ha sottratto all’oblio per consegnarlo alle generazioni nuove e meno nuove.

Introdotti dalla padrona di casa, Francesca Boragno, ad affiancare l’autore Olivato, docente di lettere e musicologo, vi era lo scrittore Mariano Sinisi che ha consentito ai presenti di avere un dialogo diretto e interessato alle vicende accadute al sergente Guido nella battaglia di Cheren (1941) e nei campi di concentramento inglesi in Africa (Massaua, Wad-Madani e Ghinda) e successivamente in India (Derhadun), sino alla fine del 1946.

Molti gli episodi trattati e messi in luce grazie alla sapiente conduzione del moderatore Mariano Sinisi che ha condotto per mano gli uditori tra le tecniche narratologiche dell’autore e le pieghe della storia, tra le efferratezze consumate nei campi di concentramento e le speranze alimentate dal pensiero della famiglia che Guido ha manifestato per tutto il periodo di prigionia.

Un pomeriggio per fare memoria, senza la quale, sono perse le proprie radici, i valori e gli esiti delle prossime generazioni a cui in particolar modo è dedicato il romanzo storico P.O.W..

Un documento che svela un’epoca dimenticata di lotte e resistenze, di sofferenze e tenacia, a cui i militari italiani hanno risposto con tutto il valore che avevano in corpo, con tutto il cuore, con tutto il desiderio di difendere l’Italia, inconsapevoli, da eroi, di stare scrivendo la Storia. Guido, protagonista incontrastato in mezzo ad altri personaggi di rilievo, ci porta tra le montagne di Cheren, nei reticoli dei campi di concentramento e, come se avesse una telecamera sopra l’elmetto, ci mostra in tutta la sua violenza la guerra.

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