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Che aria c’è in Lombardia?

Resoconto dei a cura di Arpa Lombardia nell’odierna conferenza con il presidente di Arpa Lombardia, Stefano Cecchin, il direttore generale di Arpa Lombardia, Fabio Carella, il responsabile della qualità dell’aria di Arpa Lombardia, Guido Lanzani e l’assessore regionale all’Ambiente e Clima, Raffaele Cattaneo.

I dati dimostrano un miglioramento seppure la strada da percorrere sia ancora lunga.

“Le misure effettuate dalla rete di rilevamento della qualità dell’aria di Arpa Lombardia hanno confermato un trend in significativo miglioramento per PM10, PM2.5 e NO2stabile l’ozono e ben sotto i limiti monossido di carbonio, benzene e biossido di zolfo.

In particolare, per il PM10, in tutte le stazioni del territorio regionale è stato rispettato il valore limite sulla media annua di 40 mg/m3. È questo quindi il terzo anno, dopo il 2014 ed il 2016, che fa registrare un rispetto generalizzato di tale parametro. Anche il numero di giorni di superamento del valore limite giornaliero (50 µg/m3), benché ancora in buona parte della regione sopra al limite che la normativa fissa in 35 giorni, ha confermato un trend complessivamente in diminuzione. Nei capoluoghi provinciali, nel 2018 si sono verificati 79 giorni di superamento a Milano, 78 a Lodi, 56 a Cremona, 53 a Pavia, 51 a Monza, 47 a Brescia, 43 a Como, 42 a Bergamo, 34 a Mantova, 25 a Lecco, 21 a Varese e 14 a Sondrio”.

Incentivi e sopratutto un piano regionale che spinga agli acquisti e alle infrastrutture di veicoli meno inquinanti ancor meglio se ecologici come mezzi elettrici e ibridi, ma il problema sono anche i mezzi di lavoro come camion e di trasporto come i bus.

Le caldaie sono pure un altro aspetto di cui si parla poco, eppure sappiamo quanto influiscano sull’inquinamento.

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