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Pubblicato il: 23 Gennaio 2019 alle 10:57

Perché, ci chiediamo, tanto silenzio sulla relazione scientifica riguardo i Lecci?

lettera al sindaco di Laveno da parte degli
Amici della Terra Varese sulla questione del taglio dei lecci:

Sindaco del Comune di Laveno Mombello

Oggetto: Lecci di Viale de Angeli.

Egregio Signor Sindaco,

veramente grazie per averci mandato la Sua lettera in tema
entro i termini di legge.

Sul contenuto della stessa abbiamo, però, molto da
obiettare. Siamo convinti che le alberature meritino attenzione e rispetto. Non
si possono trattare gli alberi come se fossero un bene di consumo qualunque,
che sia possibile cambiare secondo il proprio umore.

Non scriviamo questo perché guidati da una sorta di talebanesimo
ambientalista o perché noi si voglia tenere in vita a tutti i costi qualcosa di
verde malgrado morto e pericoloso. Non siamo dei demagoghi come Lei ci
definisce.

L’albero merita rispetto perché ci garantisce di poter
vivere. Avere rispetto, non vuol dire doversi asservire ad un’alberatura tanto
da non poter attuare una scelta urbanistica se ce ne fosse la necessità. Bisogna,
però, essere chiari nello spiegare ciò che si intende fare e avere una buona
visione. È, così, necessario porsi il problema e decidere consensualmente, da
parte di un’assemblea politica (e non per una decisione autonoma), di
piantumare nuove alberature al suo posto o in altro luogo possibilmente
limitrofo. L’albero è un essere vivente che si ammala e muore. In questi casi è
giusto intervenire a loro sostegno. Quando l’albero dovesse essere di pericolo
per persone o cose è giusto pensare di abbatterlo. Nel momento stesso in cui un
albero fa parte di una formazione vegetale occorrerà quando muore sostituirlo
con un altro della stessa specie. Non ha senso estirpare tutta la formazione degli
alberi per malesseri di una porzione minoritaria di alberi che ne fanno parte,
a meno che non ci sia una problematica tale da pensare a un contagio. Questo
sarebbe illogico e anche costoso. Dovrebbe essere la corte dei conti a reagire
davanti ad un simile comportamento comunale. Se poi la formazione di alberi fosse
vincolata dalla soprintendenza, dovrà essere questa ad esprimersi. In ogni modo
non potrà essere il solo Sindaco a farlo.

Lo stesso lo ribadiamo per il Suo Comune. Cercare di dare
una spiegazione ad una vera e propria pulizia etnica dovuta solo a ragioni
estetiche secondo cui le piante sarebbero vetuste (secondo un pensiero
puramente soggettivo) è secondo noi cosa impossibile. Non si può giustificare
quello che per noi è un crimine. Una simile decisione apparirebbe, secondo il
nostro pensiero, una scempiaggine sulla quale è giusto che si rifletta molto
approfonditamente prima di assumerla. Noi pensiamo che ogni nuova giunta
vorrebbe lasciare un segno di essere esistita. È giusto che, invece, Amici
della Terra Varese cerchi di protestare il più possibile davanti a quello che è
solo il segno di una volontà di potenza che se irragionevole è giusto
ricondurre a realtà. Questo è quanto pensiamo e da non confondersi per demagogia
ambientalista. Signor Sindaco La preghiamo, rinunci per favore a concretizzare
questa sua decisione che è davvero priva di una qualunque logicità.

Cordialità.

Il presidente di Amici della Terra Varese

Arturo Bortoluzzi                                                                                 
Varese, 21 gennaio 2019

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