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gli altri siamo noi

Pubblicato il: 20 Gennaio 2019 alle 14:57

La #lenzuolata della domenica di Nino Caianiello.

La legge è uguale per tutti?
“Quando l’opinione pubblica appare divisa su un qualche clamoroso caso giudiziario – divisa in “innocentisti” e “colpevolisti” – in effetti la divisione non avviene sulla conoscenza degli elementi processuali a carico dell’imputato o a suo favore, ma per impressioni di simpatia o antipatia. Come uno scommettere su una partita di calcio o su una corsa di cavalli” (Leonardo #Sciascia)

La #legge è #uguale per #tutti
Ce lo chiederemo domani sera, al teatro del Popolo di Gallarate, per un nuovo appuntamento con la riflessione promosso da #AgoràLiberieForti in collaborazione con l’unione provinciale #Unicoop di Varese, presieduta dall’amico avvocato Claudio #Marelli. Segnatevelo subito in agenda: domani sera alle 20.45, ingresso libero e gratuito.
Si parlerà di #giustizia, un tema fondante del nostro vivere civile e per sua stessa definizione delicato da trattare. 
Non a caso, progressivamente scomparso dall’agenda politica del momento, perlomeno nei termini di un ragionamento serio sulla mai veramente attuata riforma della giustizia in Italia, anche se i residui di un giustizialismo ormai diventato programma di governo (basti pensare alla sconcertante #riformadella #prescrizione, che rischia di condannare i cittadini ad essere imputati a vita) continuano a comparire qua e là tra le cronache quotidiane. 
Eppure la giustizia ha caratterizzato e continua ad influire sulla vita politica italiana da ormai più di 25 anni: fa cadere i governi, crea o distrugge carriere politiche, influenza il comportamento di chi governa a tutti i livelli, dal piccolo Comune a #palazzoChigi. E chi più del sottoscritto, che da almeno 13 anni si trova a dover battere le aule dei tribunali, potrebbe parlare di questo tema, avendone vissuto sulla propria pelle le conseguenze? Ma non sarà questa l’occasione per approfondire la mia personale vicenda. Non vogliamo cadere nel rischio della politicizzazione di un appuntamento che vogliamo improntato ad una riflessione alta, e scevra dalle contrapposizioni di piccolo cabotaggio politico-partitico. Ecco perché a salire sul palco del teatro del Popolo saranno casi giudiziari che nulla hanno a che vedere con la politica, ma che ancor più emblematicamente mostrano i limiti e i difetti dell’azione giudiziaria nel nostro Paese, rendendo ancora più potente ed evidente la necessità di una riforma della giustizia. Per offrirci uno spaccato sul mondo della giustizia italiana, introdotti spero degnamente dal sottoscritto, avremo ospiti autorevoli. Come l’avvocato Fabio #Schembri, legale del caso #Uva a Varese, che interverrà per illustrarci una delle vicende giudiziarie del momento, il caso di #Olindo e #Rosa, la coppia condannata all’ergastolo per la #strage di #Erba. Schembri è il loro avvocato difensore, e si sta battendo per ottenere una revisione del processo alla luce di una serie di incongruenze che susciterebbero dei dubbi sulla credibilità delle confessioni alla base della condanna dei due presunti assassini. Al Popolo interverrà anche il giornalista Marco Oliva Official, specializzato nel trattare casi giudiziari come quello di Olindo e Rosa ma anche il caso #Bossetti, il muratore bergamasco condannato per l’uccisione della piccola Yara Gambirasio. Oliva è conduttore di #Iceberg su #Telelombardia, di#LombardiaNera su #Antenna3 ed è opinionista di #QuartoGrado su#Rete4. Con loro, offrirà invece la sua testimonianza nelle vesti di scrittore di romanzi giudiziari Claudio Marelli, presidente provinciale di Unicoop. Nei suoi due libri, Marelli indaga proprio il tema dell’interpretazione delle norme nelle aule di giustizia, mostrando come diversi giudici e diversi gradi di giudizio possano elaborare sentenze diametralmente opposte sullo stesso caso. Sono tutte sfumature che contribuiscono a sollevare e a rafforzare quel grosso punto di domanda che emerge prepotentemente attorno alla frase “La legge è uguale per tutti” che campeggia nelle aule di giustizia. Siamo convinti di poter aprire un #dibattito e un #confronto utile e non scontato, per riportare il tema della giustizia al centro della riflessione, e per far capire a tutti che conviene interessarsene, non solo quando si finisce coinvolti in prima persona, perché in Italia sono ormai state fin troppe le dimostrazioni del fatto che non basta essere onesti e puliti per non doversi preoccupare di finire nel tritacarne della giustizia. 
Dallo straordinario Alberto #Sordi del film “Detenuto in attesa di giudizio” (1971) alla triste vicenda del grande Enzo #Tortora (1983) ai giorni nostri non è cambiato granché, a quanto pare. 
Noi ci siamo, ancora una volta, e proveremo a gettare un sasso nel mare perché pensiamo che il senso della politica sia sempre, e sempre più urgentemente, quello di smuovere le intelligenze e le coscienze, e non di parlare agli istinti bassi per ottenere spesso fugaci consensi. Nell’epoca della politica di pancia, del bulimico sforzo quotidiano di apparire a tutti i costi, Agorà Liberi e Forti non rinuncia a metterci la testa, e il cuore. Perché, contrariamente a chi non perde occasione di agitare le masse puntando il dito contro il nemico del popolo di turno, in un’ottica di difesa e di chiusura a riccio che porta ad una spirale di esclusione che non si sa mai quando avrà fine, la logica che guida Agorà Liberi e Forti da quando è nata, liberamente ispirata alla politica che da sempre Silvio Berlusconi ha provato ad imporre in questo Paese con alterne fortune, è quella dell’amore che vince sull’odio. Siamo, e saremo sempre, per l’inclusione e non per l’esclusione, per la sintesi e non per la divisione, per il confronto civile e non per la sterile contrapposizione. Forse in questa fase di ubriacatura dell’antipolitica e del vuoto leaderismo può apparire poco “à la page”, ma si sa, le mode passano e gli evergreen tornano sempre. Noi di Agorà Liberi e Forti non intendiamo rinunciare alla nostra identità profonda, alle nostre radici e ai valori in cui crediamo e abbiamo sempre creduto, anche a costo di apparire distanti dalle tendenze del momento. Anzi, invitiamo tutti coloro che credono nella democrazia, nell’inclusione e nel confronto, a sedersi al nostro tavolo e a dibattere con noi, perché le nostre porte saranno sempre aperte. 
Non mancate domani sera, alle 20.45 al teatro del Popolo di Gallarate. “La legge è uguale per tutti?”. Buona domenica! 
PS: diciannove anni fa, mancò lontano dal suo Paese Bettino #Craxi. Vorrei ricordarlo con una sua massima, che sia la nostra stella polare: “La mia libertà equivale alla mia vita”.

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