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Pubblicato il: 17 Gennaio 2019 alle 18:47

On. Lancini,accuse di totalitarismo

L’Unione Europea accusa i suoi stati membri di essere regimi totalitari.
Dura requisitoria del deputato Terricabras che si trasforma in un Torquemada del terzo millennio e pretende di dettare le linee guida ai capi di governo.

Ieri si è svolto il terzo giorno di Assemblea Plenaria a Strasburgo. Il programma sembrava proporre una giornata di discussioni serene quando è arrivato il momento della relazione “sulla situazione dei diritti fondamentali nell’Unione europea nel 2017” tenuta dall’eurodeputato Terricabras. La temperatura si è alzata improvvisamente quando lo spagnolo ha enumerato una serie di accuse lunghissime nei confronti di alcuni governi degli Stati Membri dell’Unione. L’istruttoria è diventata una battaglia frontale con il governo italiano quando si è citata, attaccando indirettamente il Ministro dell’Interno italiano, la chiusura indiscriminata dei porti, esaltando il lavoro delle ONG. Molto amareggiato per il tono della discussione, l’On. Danilo Oscar Lancini ha voluto rilasciare alcune dichiarazioni in merito alla relazione.

“É inaccettabile che un deputato dell’Unione Europea affronti in questa maniera il tema dei diritti fondamentali nell’Unione europea. Abbiamo delle responsabilità come rappresentanti del Parlamento che devono venire prima delle ideologie. Non si possono dipingere alcuni Stati Membri come dei regimi totalitari quali, certamente, non sono. Trovo vergognoso l’allusione fatta nei confronti del governo italiano sulla decisione di mantenere i propri confini chiusi all’immigrazione illegale. I numeri parlano chiaro, stiamo respingendo l’immigrazione illegale non coloro che realmente meritano protezione politica. Inoltre, stiamo salvando delle vite, questo non è sottolineato dal nostro governo ma dall’agenzia europea FRONTEX e dall’Organizzazione Internazionale per i Migranti (IOM). Secondo l’Agenzia europea della guardia di frontiera nel 2017 sono arrivati dal mare circa 150.000 migranti. Grazie al decreto sicurezza c’è stato un calo del 92% degli sbarchi e, conseguentemente, più di 1.000 morti in meno nel Mediterraneo. L’Italia continua ad ospitare un numero di rifugiato superiore alle 100.000 unità (fonte UNHCR). Dei 40.073 migranti arrivati, sempre dalla tratta Mediterranea, la maggior parte sono arrivati in Italia (Fonte IOM). Non si può parlare dell’Italia come di un paese in cui non si rispettano le minoranze o lo stato di diritto. Mi piacerebbe capire, soprattutto in merito alle comunità LGBTI, a cosa si riferisce. Da quello che è uscito nella relazione risulta sia in atto un tentativo di intimidazione o eliminazione fisica delle persone appartenente a questa categoria. Non mi sembra di aver mai assistito in vita mia a un colloquio di lavoro dove oltre le competenze si chiedesse l’orientamento sessuale. Invece, se proprio dobbiamo parlare di questo tema, potremmo affrontare, ad esempio, il ruolo della famiglia in tanti paesi. Declassato, nella migliore delle ipotesi, se non addirittura umiliato, la famiglia oggi è visto come un modello arcaico. L’Europa ha dimenticato i valori comuni della cristianità tralasciando i temi etici che dovrebbero essere tra le questioni più importanti. La famiglia rimane l’istituzione attorno cui ruota l’Europa dei popoli, senza di essa non si garantisce il prosperare della nostra identità. Se rinunciamo alla famiglia tradizionale rinunciamo all’Europa. Se si parla dei diritti delle comunità LGBT senza affrontare le problematiche della famiglia tradizionale si fa della mera propaganda tanto per fare scalpore. Ridicola, poi, la chiamata ad una solidarietà europea in tema di migranti. Il mio paese ha erroneamente accolto migliaia di migranti quando altri leader europei se ne lavavano le mani. Se siamo a questo punto è perchè altri governi hanno dimenticato il valore della parola solidarietà. Abbiamo deciso di rialzare la testa e di vedere quanto l’Europa e gli altri leader europei, Macron e Merkel su tutti, sono disposti a fare per salvare l’Unione. Non siamo lo stato islamico dove, al contrario di quanto accade da noi, non c’è rispetto delle donne o dei diritti fondamentali. Non possiamo sempre subire queste accuse e porgere l’altra guancia. Avevamo promesso un cambiamento e lo stiamo realizzando in Italia e in Europa. Solo continuando ad agire in questo modo cambieremo la pratica sciagurata, tanto in voga a Bruxelles, di applicare costantemente due pesi e due misure a seconda del paese interessato”.

On. Danilo Oscar Lancini

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