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Pubblicato il: 16 Gennaio 2019 alle 6:10

Decurtazioni dei bilanci militari appello del Gen. D. Nicolò Manca

Tenuto tuttavia conto che alla classe politica e a gran parte dell’opinione pubblica italiana del mondo militare non interessa granché, temo che in ogni caso il declino delle nostre Forze Armate continuerà inarrestabile, di pari passo con le decurtazioni dei bilanci militari. E per creare una cortina fumogena intorno al collasso di un problema che investe la sicurezza, l’orgoglio e la dignità nazionali, il ministro Elisabetta Trenta continuerà a occuparsi di sindacalizzazione delle Forze Armate, di lotta all’obesità, di riduzione del 25% del numero dei cappellani militari, del mitico intramontabile uranio impoverito ereditato da generazioni di politici affetti da strabismo ideologico conclamato e, dulcis in fundo, della bitumazione delle strade della Capitale. Una politica insomma che mira a creare un soldato tuttofare, in versione Anas-Croce Rossa-Vigile del fuoco-tutore dell’ordine pubblico e traghettatore di clandestini, buono insomma per qualsiasi ruolo meno che per quello di combattente. Il tutto con buona pace dei nostri confini nazionali che una recente corrente di pensiero sostiene non sia più necessario vigilare e difendere. Sarebbe interessante conoscere in merito il parere dei vertici militari; attenzione però, perché c’è da mettere a rischio uno scranno al Senato o alla Camera o una poltrona a Bruxelles o un ufficio direttivo in qualche azienda di livello nazionale.

Gen. D. Nicolò Manca

(già comandante della brigata Sassari)

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