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Pubblicato il: 13 Gennaio 2019 alle 8:55

Raggi contro Vaticano

Dal primo aprile le monetine gettate dai turisti nella Fontana di Trevi con la speranza di poter tornare prima o poi nella Città Eterna, non saranno più destinate alla Caritas diocesana di Roma, ma finiranno nelle casse di Acea, che le utilizzerà per finanziare iniziative sociali, la manutenzione del patrimonio culturale e coprire le spese dell’attività di raccolta portata avanti dalla società, scelta politica al quanto opinabile.

Lo stop ai finanziamenti deciso dal Campidoglio è stato messo nero su bianco, con una determinazione dirigenziale approvata lo scorso 31 dicembre.

Nel 2018, infatti, la somma delle monetine gettate ogni giorno nella fontana da migliaia di turisti è stata di oltre un milione e mezzo di euro, di qui, è palese il dissenso da parte da parte della CEI e la golosità da parte della giunta comunale.

Il quotidiano dei vescovi ha accusato Virginia Raggi di aver tolto alla Caritas le monetine dei poveri, visto che la chiusura dei rubinetti da parte del Campidoglio potrebbe determinare una seria riduzione degli interventi di assistenza in favore degli ultimi della società, soprattutto non italiani, perché questa è la verità, visto che moltissimi connazionali versano in condizioni di disagio sociale e precarietà, sono completamente abbandonati dallo Stato.

Prima d’ora nessun primo cittadino aveva osato rompere la tradizione inaugurata nel 2001 dall’allora sindaco Walter Veltroni.

In tempi di crisi, però, la giunta Raggi sembra essere stata costretta a raschiare il fondo del barile, senza essere capace di guardare oltre.

E ora c’è chi scommette che le monetine possano perdersi nelle reti dell’apparato amministrativo, con buona pace dell’esercito di invisibili che popola le strade della Capitale, che vengono usati dalla chiesa per il proprio core business.

EP

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