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Pubblicato il: 11 Gennaio 2019 alle 18:40

Roberto Malini, appello alla sepoltura per il morto in frigorifero all’ospedale di Gallarate

La triste vicenda di Gheorghe Arustei, senzatetto assai conosciuto a amato dalla gente di Gallarate deve trovare soluzione; l’umanità non conosce barriere e non è giunto lasciare un morto in frigorifero a tempo indeterminato, ne abbiamo parlato con Roberto Malini che segue questi casi in quanto cofondatore di Everyone , associazione per i diritti umani.

Dopo aver letto sul sito de La Prealpina l’articolo del 10 gennaio 2019 “Clochard morto. Da un anno all’obitorio”, firmato dal giornalista Silvestro Pascarella, lo scrittore e difensore dei diritti umani Roberto Malini ha inviato un appello sia all’autore del pezzo, lodando il taglio solidale dell’articolo, sia a Giuseppe Criseo di Varese Press. Malini, insieme ad alcuni iscritti all’Unità umanitaria di sostegno ai poveri (pagina Facebook “Dalla parte dei clochard”), chiede al sindaco di Gallarate Andrea Cassani le modalità per provvedere alla sepoltura del corpo dello sfortunato Gheorghe Arustei, senzatetto assai conosciuto a amato dalla gente di Gallarate, che l’aveva battezzato “Giorgio Armani”. Il 9 gennaio scorso Gheorghe fu trovato morto all’interno della baracca che si era costruito, per ripararsi dal freddo, nei capannoni dell’ex magazzino ferroviario di via Pacinotti. Abbandonato dalle istituzioni, come tanti poveri che vivono fra mille stenti a Gallarate, Gheorghe non era riuscito a identificare una soluzione più idonea per proteggersi dalle intemperie. È trascorso un anno e, anche se sembra incredibile, le spoglie del povero Gheorghe si trovano ancora in una cella frigorifera dell’obitorio dell’ospedale Sant’Antonio Abate. Nessuno ha provveduto al funerale, nessuno ha avuto pietà di quel corpo e ha provveduto alla sua sepoltura. “La mancanza di umanità, l’abbandono istituzionale uccidono anche la memoria di chi soffre e muore in povertà,” commenta Malini. “Oggi mi ha chiamato Lia, una donna che fino all’anno scorso viveva a Gallarate. Piangeva al telefono e mi diceva di aver visto tante volte ‘Giorgio Armani’. Era buono e servizievole. Una volta la aiutò a caricare sull’auto la spesa e non accettò il denaro con cui Lia voleva compensarlo. L’articolo di Silvestro Pascarella è un atto di umanità grazie a cui si sta creando una rete di persone solidali, che vogliono vedere ‘Giorgio Arman’ riposare in pace. Non so cosa pensi il sindaco di chi è povero e muore di stenti nella città di cui è ‘primo cittadino’ e non giudico la sua scelta di non aver dato, nonostante sia stato sollecitato dall’ospedale, il conforto della terra al corpo di Gheorghe, sfinito dalle privazioni. Oggi però non può tacere, non può ignorare le voci di umanità che lo raggiungono e deve dare la possibilità ai cittadini amorevoli e solidali di provvedere alle esequie. Attendiamo con fiducia, augurandoci inoltre che questa tragedia risvegli nell’animo del sindaco e della sua giunta quel l’umanità che risiede nei cuori di tutti gli uomini e che dunque comincino a mettere in atto, insieme alla curia e alla società civile gallaratese, progetti di sostegno ai poveri, ai senzatetto, a coloro che non hanno la fortuna di avere il calore di una casa, di una famiglia”

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