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Andrea Cassani: precisazioni sul caso Sinti

Andrea Cassani: precisazioni sul caso Sinti
Andrea Cassani: precisazioni sul caso Sinti

Sulla “questione sinti” si legge e si vede ormai di tutto e di più. Con la conseguenza di determinare incertezza nella conoscenza del relativo fenomeno. Incertezza che colpisce in primo luogo la gente di Gallarate.

Che ha il sacrosanto diritto sapere e di essere informata correttamente per acquisire ogni utile elemento di conoscenza e potersi formare così la propria opinione disorientata da dichiarazioni fuorvianti di taluni soggetti in cerca di visibilità.

Innanzitutto, un po’ di accudimento linguistico. A Gallarate non è in atto alcuna mediazione; men che meno alcuna trattativa con i Sinti. Se ne sente parlare sulla stampa cittadina. “Mediare” significa trovare una soluzione che sta in mezzo. Mediare evoca una relazione fra due o più membri. Ma qui non vi sono affatto membri fra cui mediare, ma solo – e occorre ribadirlo – applicazione della legge. E se non vi è spazio per mediare, allora non vi è neppure per trattare. Dunque, solo applicazione della legge, fino in fondo. Perché è questo che il Comune di Gallarate può e deve fare. Nulla di più. nulla di meno, nulla di altro.

Questi autori di abusi edilizi hanno avuto il trattamento che la legge impone, e non hanno affatto diritti aggiuntivi rispetto agli altri cittadini di Gallarate, men che meno in ambito sociale. In questo senso, il loro trattamento non può essere differente da quello cui il Comune di Gallarate è tenuto nei confronti di chi, suo cittadino residente, si trova nella medesima loro situazione. Agire diversamente significa discriminare. E il Comune di Gallarate non vuole discriminare.

Chi parla di mediazione è dunque in errore e se è in errore, e ne è cosciente, allora è in dolo.

Dunque, nessun trattamento di favore per i sinti di Via Lazzaretto 50. Per loro, solo gli usuali colloqui che i Servizi Sociali di Gallarate garantiscono a chi si trova in una situazione di asserita indigenza. Nulla di più, nulla di meno, nulla di altro, ancora una volta.

E a proposito di trattamenti e di comportamenti discriminanti e differenti nelle loro modalità, alcuni membri della comunità Sinti di Gallarate non hanno trovato di meglio da fare che assalire il Palazzo del Comune di Gallarate con un’azione che rasenta la guerriglia urbana. Vetri rotti, insulti alle Istituzioni, semina di timore e di paura nei presenti: messaggi non proprio rassicuranti che avranno sicuramente un seguito nelle sedi opportune.

Quello che il Comune di Gallarate doveva fare per gli abusivisti di via Lazzaretto, come previsto dalla Direttiva Piantedosi a seguito dello sgombero, è stato fatto. Quindi dal 31 dicembre 2018 in avanti queste persone per il Comune sono cittadini uguali agli altri: con gli stessi diritti e con gli stessi doveri.

Tutti i nuclei famigliari dei Sinti infatti, assistiti dal loro legale, hanno firmato un documento in cui dichiarano che non vi sono situazioni di urgenza per quanto riguarda la condizione dei minori, nonostante le dichiarazioni rilasciate alla stampa il 2 di gennaio lasciassero intendere altro. Bene. Ne prendiamo atto e conseguentemente a quanto essi stessi hanno dichiarato non vi è un’urgenza particolare per i soggetti fragili in questione (gli unici di cui all’occorrenza il Comune dovrebbe farsi carico) che hanno trovato tutti situazioni abitative alternative seppur in alcuni casi provvisorie. Non è e non sarà nostra intenzione segnalare al Tribunale dei Minori qualsivoglia situazione se non vi saranno evidenze che richiedano un intervento urgente per il bene dei minori stessi.

Tutte le famiglie che hanno richiesto un incontro con i Servizi Sociali (che da sempre ricevono tutti i gallaratesi che ne hanno fatto richiesta) ora dovranno protocollare la documentazione che attesti la veridicità di quanto da loro dichiarato e poi, al pari degli altri cittadini gallaratesi, si valuteranno le ipotesi di intervento.

Non va dimenticato che a tutti era stato consigliato di partecipare al bando per l’assegnazione degli alloggi pubblici, ma non l’hanno fatto (a parte un nucleo su 25) mentre adesso chiedono in larga parte delle case.

Quello che è certo è che alloggi a tempo indeterminato non verranno assegnati in deroga né a loro né ad altre famiglie gallaratesi perché, se c’è stato un bando meno di due mesi fa, non è corretto nei confronti di chi ha presentato una domanda nei tempi e nei modi corretti, venire scavalcato da chi pretende di avere più diritti senza essersi messo nelle condizioni di concorrere alla pari con gli altri cittadini.

Relativamente alle ipotesi di intervento, i Servizi Sociali stanno valutando unicamente una soluzione temporanea per alcuni mesi in cinque alloggi, ma non esclusivamente per le famiglie Sinti, in quanto si rende necessario confrontare con loro le situazioni di bisogno e di difficoltà di altri gallaratesi con indisponibilità di alloggio: verranno messe sullo stesso piano tutte le domande pervenute all’Ente negli ultimi 12 mesi da parte di tutti i gallaratesi che hanno richiesto una soluzione emergenziale e poi verrà valutata oggettivamente (sulla base delle certificazioni) a chi spetta per alcuni mesi un alloggio emergenziale.

Relativamente ai Sinti duole constatare che se, sin dalle prime fasi della vicenda (marzo 2018), avessero ascoltato e creduto alle mie parole non si troverebbero nella situazione che si è venuta a creare.

Si sono fidati di volta in volta di “rappresentanti” e “politicanti” che alla prova dei fatti, a mio avviso, più che trovare soluzioni per le famiglie Sinti hanno sfruttato la loro questione per avere un’effimera visibilità mediatica finendo con il danneggiare gli interessi stessi della loro comunità.

Quanti di questi soggetti hanno dato un aiuto concreto? Quanti di questi soggetti hanno offerto un alloggio o una cena? Eppure, questi soggetti appaiono quando ci sono i giornalisti o la tv.

Se i Sinti avessero agito nella direzione suggerita dal Comune e dalla Prefettura a breve sarebbero in qualche graduatoria per ottenere degli alloggi mentre adesso (quando non appaiono in tv per rivendicare diritti inesistenti che qualcuno gli ha inculcato) devono rimboccarsi autonomamente le maniche.

Noi siamo dalla parte della ragione, della legalità e del buon senso. E non torneremo mai indietro.

Lo Stato si è già espresso, un Tribunale anche e non abbiamo paura di affrontare qualsivoglia ulteriore causa in quanto conosciamo la legge e sappiamo di averla rispettata.

Valutino attentamente i Sinti se chi li ha “aiutati” in questi mesi ha fatto e sta facendo il loro bene o se sta facendo solo una passerella. Perché, a quanto pare, l’unica famiglia che ha ascoltato i consigli del Comune (contravvenendo alle indicazioni avute da chi li ha mal suggeriti) è l’unica che si è sistemata. Le altre invece fanno da cornice alle comparsate tv.

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