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Pubblicato il: 8 Gennaio 2019 alle 6:19

Ada e le altre storie

Il rito della mattanza iniziò. Come ogni condannato che si rispetti, anche il maiale andava bendato con un panno, per rendere più agevole il colpo del mazzapurscél.
«Ciàpal!».
«Tégnal!».
«Mòlall!».
Ci fu una gran zuffa di giovanotti, attorno al suino che grugniva ancora più forte. Nell’istante in cui chiodo e mazza stavano per infierire, la benda si allentò e il maiale impazzì: uno scatto repentino, un movimento imprevisto della bestia fece finire a gambe all’aria il mazzapurscèl, rotolato sul pagliericcio, dentro il recinto, innalzando un “vaccapuntanga!” Anche nelle imprecazioni, lui, eticamente rigoroso, non tirava mai in ballo alcun porco, poiché i suini gli davan da vivere. Nella gran confusione del momento, il maiale sfuggì alla presa degli uomini e si lanciò in una corsa disperata nel cortile.
«Curigadrée», gridava qualcuno, mentre le donne schiamazzavano per lo spavento.

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tratto da “Ada e le stelle e altre storie” di Lorenzo Franzetti, Bolis Edizioni

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