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Pubblicato il: 7 Gennaio 2019 alle 12:57

Cervia, morire per gioco!

Un gioco finito male.

Un 14enne di Cervia, in provincia di Ravenna, non capisce che il papà sta scherzando e forse percepisce un pericolo nel vederlo brandire una mazza da baseball, non vera ma un giocattolo che peraltro gli aveva regalato appena il giorno prima.

Così affonda nel petto del genitore, all’altezza del cuore, uno dei due coltelli da cucina che aveva appena estratto dal cassetto e che roteava come si fa nelle arti marziali.

Sempre per scherzo, mentre in cucina c’era anche il fratellino e la mamma che guardavano tutto, seduti sul divano della sala open space.

Un fendente che ha tolto il fiato al padre 56enne, che forse non si è nemmeno accorto di quanto stava accadendo tanto è stato repentino lo scatto del figlio.

Seppur solo la punta era insanguinata, l’uomo è comunque giunto cadavere, in quanto secondo il medico legale il fendente ha attinto una vena importante, che ha causato una importante quanto fatale emorragia.

Il 14enne, fermato dai carabinieri per omicidio volontario aggravato su disposizione del Pm della procura minorile, soffre di disturbo psicotico ad esordio acuto già in trattamento farmacologico; la patologia è insorta da tre anni e l’Inps lo ha già riconosciuto come invalido civile, sicuramente i familiari di un paziente così andavano informati su alcune precauzioni da prendere e se i sanitari lo hanno fatto, ciò non fara’ che acuire il dolore nei familiari superstiti.

Il padre, con intento goliardico a detta dei testimoni, è corso su per le scale e impugnava una finta mazza da baseball, come di consuetudine simulando lotte per gioco, quel gioco e quell’amore da Padre sono stati fatali.

A quel punto il figlio, descritto come amante delle armi, ha preso dal cassetto della cucina due coltelli cominciando a rotearli con tecniche quasi marziali, vedendo ciò il padre ha abbassato la mazza e gli ha detto di metterli via, onde evitare di farsi del male ma proprio in quell’istante è stato colpito, anche se solo con la punta il colpo è stato mortale, quel colpo che in cuor suo non si sarebbe mai aspettato.

Secondo il Pm il giovane ha fornito versioni discordanti e contraddittorie, parlando di gesto involontario e istintivo, ma al tempo stesso sostenendo di essersi difeso, perché aveva percepito una minaccia, in quello che però era un gioco che facevano normalmente, come riferito dai familiari, simulando i super eroi che il ragazzo amava guardare in tv, ma questo amore di Padre verso un figlio con dei seri disturbi, purtroppo è stato fatale, rendendolo vittima dell’amore per il proprio figlio, forse alla ricerca di una normalità e serenità familiare magari minata dalla patologia del figlio.

Davanti al magistrato, il 14enne, si è poi limitato a dire che gli dispiace asserendo di esser un po’ triste, per non poter festeggiare la Befana, questo dimostra la serietà della patologia clinica, che ha solo bisogno di cure ed attenzioni sanitarie volte al mantenimento di un equilibrio psichico così da assicurare un serio inserimento sociale non pericoloso, con l’adozione di ogni precauzione, purtroppo non serve una punizione secondo codice.

Cervia (Ravenna), 6 gennaio 2019

EP

Consulente per la Sicurezza [email protected]

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