Varese Press giornale online

gli altri siamo noi

Pubblicato il: 4 Gennaio 2019 alle 21:55

Decreto Salvini, “Così fermiamo finalmente l’insicurezza che deriva dall’immigrazione”

Emanuele Poretti

“I
sindaci Lega della provincia di Varese sono convinti che il Decreto
Sicurezza contenga norme e principi giusti e condivisibili.

La gestione dell’immigrazione in questi ultimi anni ha aumentato il senso di insicurezza e il disagio sociale dei cittadini”.

Così
Emanuele Poretti, Sindaco di Castiglione Olona e Responsabile Enti
Locali provinciale della Lega di Varese, in una nota diffusa a nome di
tutti gli amministratori locali del Carroccio della nostra provincia.

“La
cancellazione dei flussi programmati – continua Poretti – e
l’equiparazione tout court tra rifugiati e migranti economici ha
prodotto conseguenze che era doveroso contrastare agendo alla radice di
quella equiparazione.

Sulle
città, sulle Prefetture e sulle comunità locali, infatti, si sono
scaricati i costi gestionali, sociali e di sicurezza derivanti dal
fenomeno con scelte dissennate e illogiche”.

“Lo
stesso SPRAR – prosegue l’esponente leghista – che nasce per favorire
l’integrazione di quanti (rifugiati, minori e titolare di permesso di
soggiorno) avevano già ottenuto il riconoscimento del diritto di
permanere in Italia ha subìto una torsione.

Dal
2015 lo SPRAR con l’estensione massiva del cosiddetto ‘permesso
umanitario’ è diventato uno strumento per favorire l’accoglienza dei
richiedenti asilo e non già l’integrazione dei regolarizzati”.

“Il
Decreto Sicurezza del Ministro Salvini chiude definitivamente questa
stagione, cambiando completamente l’approccio alla gestione del problema
– sottolinea Poretti.

In
Italia d’ora in avanti si accoglie solo ed esclusivamente chi ha
diritto e chi rispetta le regole, senza aprire le porte
indiscriminatamente, così come avviene negli altri paesi europei che
peraltro ci hanno completamente lasciati soli nella gestione del
fenomeno”.

“Anche
alla luce di queste nostre convinzioni – conclude il dirigente del
Carroccio – chiediamo inoltre che Anci (in qualità di associazione che
rappresenta tutte le sensibilità dei sindaci di ogni colore politico)
non dia la sensazione di aderire tout court alle tesi del “partito
dell’accoglienza” e che si faccia carico anche della sensibilità di
tantissimi sindaci di città piccole, medie e grandi che guardano al
decreto sicurezza come a un necessario, e da tempo auspicato, strumento
normativo che ha favorito un cambio di paradigma rispetto alla questione
dell’accoglienza, nell’interesse superiore dei municipi italiani”. 

Lascia un commento