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Pubblicato il: 1 Gennaio 2019 alle 6:00

Il 2018 è stato un anno intenso per la Polizia Postale in Lombardia

ADOLESCENTI SUL WEB
ADOLESCENTI SUL WEB

La tecnologia in continua evoluzione richiede un impegno e un’attenzione sempre crescenti per contrastare la criminalità informatica.

Resoconto attività della Polizia Postale e delle Comunicazioni nel 2018

In uno scenario nel quale la continua
evoluzione tecnologica influenza ogni azione del nostro vivere quotidiano,
l’impegno della Polizia Postale e delle Comunicazioni nell’anno 2018 è stato
costantemente indirizzato alla prevenzione e al contrasto della criminalità
informatica in generale, con particolare riferimento ai reati di precipua
competenza di questa Specialità.

CENTRO NAZIONALE PER IL CONTRASTO ALLA PEDO PORNOGRAFIA SU INTERNET
CENTRO NAZIONALE PER IL CONTRASTO ALLA PEDO PORNOGRAFIA SU INTERNET

CNCPO: CENTRO NAZIONALE PER IL CONTRASTO ALLA PEDO PORNOGRAFIA SU INTERNET

Nell’ambito della pedopornografia
online,
nell’anno in corso, sono statieseguiti 43 arresti e
denunciate 532 persone; tra le operazioni più significative, coordinate
dal Centro Nazionale del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, si
segnala l’operazione “Ontario” che ha consentito l’esecuzione di 22
perquisizioni, 4 persone tratte in arresto e 18 persone
denunciate in stato di libertà; nell’ambito dell’operazione “Safe Friend” sono
state eseguite 15 perquisizioni che hanno consentito di arrestare 2
persone e denunciarne 13.

Le indagini svolte anche in modalità sotto
copertura nell’Operazione “Good Fellas” hanno consentito di eseguire 14 perquisizioni,
portando all’arresto di 4 persone, nonché di denunciare in stato di libertà
altri 10 indagati. L’Operazione denominata “Showcase” si è
conclusa con l’esecuzione di 15 perquisizioni, la denuncia di 14
persone e l’arresto di un altro indagato.

Dalle complesse attività di prevenzione, è
scaturita una assidua attività di monitoraggio della rete che ha riguardato 33086
siti internet, di cui 2182 inseriti in black list.

Le indagini relative al fenomeno
dell’adescamento di minori online hanno portato all’arresto di 3 persone
e alla denuncia di 136 indagati.

Fondamentale importanza assume la
collaborazione con organismi internazionali dalla quale prendono avvio
importanti attività investigative tra le quali alcune iniziate negli ultimi
mesi con approfondimenti tuttora in corso.

Il Centro rivolge massima attenzione al contrasto
di fenomeni emergenti che scaturiscono da fragilità psico-emotiva dei minori
tra i quali emergono episodi di istigazione all’autolesionismo e al suicidio,
strutturati anche in modalità di sfida o di gioco. In particolare, dal 2017, il
Centro ha avviato un’attività di monitoraggio della rete finalizzata a
contrastare il fenomeno noto come “Blue Whale”, attività rivolta a individuare
le vittime e i “curatori” e che ha fatto registrare circa 700
segnalazioni, delle quali 270 confluite in comunicazioni di notizie di
reato alle Procure. Nell’ambito dei reati contro la persona perpetrati sul web,
il ricatto on line è un fenomeno in continua crescita con 940 casi
trattati dall’inizio dell’anno, atteso che il dato emerso è parziale e
fortemente ridotto rispetto alla reale entità del fenomeno. Sono 20 le persone
denunciate e 2 le persone arrestate in Italia nel 2018. Anche grazie a una
complessa attività condotta in ambito internazionale in collaborazione con la
Gendarmerie Royale del Marocco, tramite gli organi di coordinamento
istituzionali, sono stati arrestati 23 cittadini marocchini destinatari delle
transazioni finanziarie provento di estorsioni a sfondo sessuale. Dal mese di
gennaio ad oggi, sono state denunciate 955 persone e 8 persone sono state tratte
in arresto, per aver commesso estorsioni a sfondo sessuale, stalking, molestie
sui social network, minacce e trattamento illecito di dati personali. Tra i
reati contro la persona, in costante aumento sono le diffamazioni on line,
soprattutto ai danni di persone che ricoprono incarichi istituzionali o che
sono note. In questo ambito, nel 2018, sono state denunciate 685 persone. Si
registra inoltre una continua evoluzione nella tipologia dei reati commessi.
L’ultima modalità della violenza sulle donne è il fenomeno dei c.d. stupri
virtuali: all’interno di gruppi chiusi i partecipanti di sesso maschile
condividono foto, ricercate sui social o copiate da contatti WhatsApp, di donne
ignare, ritratte nella loro vita quotidiana, dando poi sfogo a fantasie violente
e comportamenti offensivi.

ADOLESCENTI SUL WEB
ADOLESCENTI SUL WEB

ADOLESCENTI SUL WEB

L’aumento del numero degli adolescenti presenti sul
web ha determinato una crescita esponenziale del numero di minorenni vittime di
reati contro la persona: dai 104 casi registrati nel 2016 si è passati a 177
nel 2017 e 202 casi trattati nel 2018, le vittime hanno tutte un’età compresa
tra i 14 e i 17 anni.

Di rilievo è l’attività condotta dal Servizio Polizia
Postale e delle Comunicazioni nel contrasto ai reati d’incitamento all’odio,
svolgendo il prezioso ruolo di punto di contatto nazionale per il contrasto
all’hate speech on line
. Sono oltre 5000 gli spazi virtuali
monitorati nel 2018 per condotte discriminatorie di genere, antisemite,
xenofobe e di estrema destra.

Le truffe on line sono in continua crescita:
nel 2018 la Specialità ha denunciato 3355 persone, ne ha arrestato 39,
ha sequestrato 22.687 spazi virtuali, ha ricevuto e trattato circa 160.000
segnalazioni di truffe o tentate truffe. Significativa l’attività svolta sulle
cosiddette frodi delle assicurazioni.  Questa tipologia di truffa viene
commessa attraverso la commercializzazione di polizze assicurative mediante la
creazione di portali, in taluni casi con riproduzioni di pagine web di
compagnie note, sulle quali sono promosse polizze assicurative temporanee
false, esercitando in tal modo l’attività di intermediazione assicurativa in
difetto di iscrizione al registro degli intermediari assicurativi.

CNAIPIC
CNAIPIC

CNAIPIC: Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche

Di evidente incremento è l’attività di contrasto alla
minaccia cyber svolta dal Centro Nazionale Anticrimine per la Protezione delle
Infrastrutture Critiche (C.N.A.I.P.I.C.), attestata dal rilevante aumento del
numero di alert diramati alle infrastrutture critiche nazionali che, rispetto
al 2017, è quasi raddoppiato sino a raggiungere 55843 segnalazioni di
sicurezza
.

La tempestiva condivisione dei c.d. “indicatori di
compromissione” dei sistemi informatici con le più importanti infrastrutture
critiche ha consentito di rafforzare gli strumenti volti alla protezione della
sicurezza informatica, garantita anche dalle costate attività di monitoraggio
informativo in ambienti di interesse investigativo.

Inoltre, in particolare la Sala Operativa del Centro
ha gestito:

  • 442 attacchi informatici nei confronti di servizi
    internet relativi a siti istituzionali e infrastrutture critiche
    informatizzate di interesse nazionale;
  • 97 richieste di cooperazione nell’ambito del
    circuito “High Tech Crime Emergency”.

Tra le attività investigative condotte, in tale
ambito, si segnalano 68 indagini avviate nel 2018 per un
complessivo di 15 persone deferite in stato di arresto ovvero in stato
di libertà alle competenti AA.GG.

Tra le attività più significative si segnala un’operazione,
frutto di una proficua attività di collaborazione internazionale intrapresa con
la polizia olandese, che ha ricevuto il supporto di Europol per il tramite
dell’European Cyber Crime Centre della Joint Cybercrime Action Taskforce. Il
Centro, con l’ausilio della Sezione Polizia Postale di Cosenza ed il
supporto logistico della Stazione dei Carabinieri di San Giorgio Albanese (CS)
ha eseguito una perquisizione locale e personale nei confronti di un
ventottenne italiano residente nella provincia di Cosenza resosi responsabile
del reato di “intercettazione, impedimento o interruzione illecita di
comunicazioni informatiche o telematiche” (Art. 617 quater C.P.).

Nel corso della perquisizione sono stati sequestrati
computer e supporti informatici utilizzati per portare a compimento l’attività
illecita.

Nell’ottica di un’efficace condivisione operativa, il
Centro ha proseguito la stipula di specifici protocolli a tutela delle
infrastrutture critiche nazionali: al riguardo, nel 2018 sono state
sottoscritte 8 nuove convenzioni con le società WindTre, Sky Italia,
Fincantieri, MM S.p.A., Monte dei Paschi di Siena, Consip S.p.A., Nexi S.p.A. e
BT Italia, oltre al rinnovo delle convenzioni in essere con Sogei, ATM, ENI,
RAI, ENAV e TERNA.

Si rappresenta, altresì, che analoghe forme di
collaborazione sono state avviate dagli uffici territoriali della Specialità
con strutture sensibili di rilevanza territoriale, sia pubbliche che private,
al fine di garantire un sistema di sicurezza informatica capillare e coordinato.

FINANCIAL CYBERCRIME
FINANCIAL CYBERCRIME

SEZIONE FINANCIAL CYBERCRIME

Con riferimento al financial cybercrime, le
sempre più evolute tecniche di hackeraggio, attraverso l’utilizzo di malware
inoculati mediante tecniche di phishing, ampliano a dismisura i soggetti
attaccati, soprattutto nell’ambito dei rapporti commerciali, anche per
l’utilizzo di particolari tecniche di social engineering e di cyber
profiling
. Infatti, lo scopo delle organizzazioni criminali è quello di
intromettersi nei rapporti commerciali tra aziende, attraverso le informazioni
acquisite, dirottando asset finanziari verso conti correnti nella disponibilità
dei malviventi. Il BEC (business e-mail compromise) o CEO (Chief Exeutive
Officer) fraud sono la moderna applicazione della tecnica di attacco al sistema
economico nazionale denominata “man in the middle”.

Nonostante la difficoltà operativa di bloccare e
recuperare le somme frodate, soprattutto perché inviate verso paesi
extraeuropei (Cina, Taiwan, Hong Kong), grazie alla versatilità della
piattaforma OF2CEN (On line Fraud Cyber Centre and Expert Network) per
l’analisi e il contrasto avanzato delle frodi del settore, nell’anno 2018, la
Specialità a fronte di una movimentazione in frode denunciata di 38.400.000,00
ha potuto già recuperare e restituire circa 9 milioni mentre sono
in corso attività di cooperazione internazionale finalizzate al recupero delle
restanti somme. La piattaforma in questione frutto di specifiche convenzioni
intercorse mediante ABI con gran parte del mondo bancario, consente di
intervenire in tempo reale sulla segnalazione bloccando la somma prima che
venga polverizzata in vari rivoli di prestanome.

Nell’ambito della Cooperazione  Internazionale
appare opportuno segnalare la recente operazione di respiro internazionale
denominata “Emma4”, coordinata dal Servizio Polizia Postale con la
collaborazione di 30 Paesi Europei e di Europol, volta a identificare i
c.d. “money mules”, riciclatori primi destinatari delle somme provenienti da
attacchi informatici e campagne di phishing, che offrono la propria identità
per l’apertura di conti correnti e/o carte di credito sui quali vengono poi
accreditate le somme illecitamente carpite.

L’operazione ha consentito sul territorio nazionale di
identificare 101 money mules di cui ben 50 tratti in arresto e
13 denunciati in stato di libertà.

Le transazioni fraudolente sono state 320, per
un totale di circa 34 milioni di euro, di cui 20 milioni di euro sono
stati bloccati e/o recuperati grazie alla piattaforma per la condivisione delle
informazioni denominata “OF2CEN”, realizzata appositamente al fine di prevenire
e contrastare le aggressioni al sistema economico finanziario.

Anche in ambito nazionale il settore per il contrasto
al Financial Cyber Crime ha prodotto notevoli risultati operativi ed in
particolare nel marzo dell’anno in riferimento è stata condotta un’articolata
operazione di Polizia giudiziaria denominata “Bruno” condotta dalla Specialità
in collaborazione con le Autorità rumene, che ha consentito di denunciare
complessivamente 133 soggetti, 14 sottoposti a ordinanza di
custodia cautelare 3 dei quali in territorio rumeno, per associazione a
delinquere transnazionale dedita ad attacchi e frodi informatiche su larga
scala e riciclaggio. Da questa operazione per la prima volta sono emersi
elementi dell’interessamento da parte della criminalità organizzata di tipo
mafioso verso il settore del Financial Cyber Crime.

Nel luglio si è conclusa l’Operazione
denominata “Sim Swap” che prende il nome dalla particolare tecnica utilizzata
dai malviventi, che rappresenta una modalità innovativa di attacco ai sistemi
di home banking, che prevede la sostituzione, attraverso dealers compiacenti,
delle sim telefoniche attraverso le quali giungono ai titolari dei conti
attaccati le OTP (one time password) per effettuare le disposizioni di
trasferimento di denaro. L’operazione si è conclusa con l’esecuzione di 14
ordinanze di custodia cautelare
.

Nel novembre si è conclusa l’Operazione
denominata “Travellers” nella quale la Specialità ha eseguito 6 ordinanze
di custodia cautelare, verso un gruppo criminale definito dall’AG. “itinerante”
in quanto operante indistintamente su tutto il territorio nazionale. L’associazione
disponeva di un proprio “apparato tecnico-finanziario” che si occupava di
dotare gli associati di conti correnti (intestati a società inesistenti o
appositamente create), apparati POS portatili (anche operativi su circuiti
internazionali) abilitati a transazioni con carte di credito e carte prepagate
con funzioni on-line, attraverso i quali riciclare i proventi
delittuosi.

CYBER TERRORISMO
CYBER TERRORISMO

SEZIONE CYBER TERRORISMO

La recente direttiva del Sig. Ministro dell’Interno
sui comparti di specialità ha confermato in capo alla Polizia Postale e delle
Comunicazioni, sia a livello centrale che territoriale, le competenze in
materia di contrasto al fenomeno del terrorismo di matrice jihadista in rete,
con particolare riferimento al monitoraggio del web, quale principale
strumento di strategia mediatica del Daesh, già espletato da personale
della Polizia Postale e delle Comunicazioni, affiancato da un qualificato,
supporto di mediazione linguistica e culturale.

Tale rinnovato, rafforzato, impegno della Polizia
Postale e delle Comunicazioni in tale ambito ha reso necessario implementare le
attività in argomento, ampliando il coinvolgimento di un maggior numero di
Compartimenti nel già menzionato monitoraggio, nonché un potenziamento del
numero dei mediatori linguistici e culturali, il cui prezioso apporto, per la
peculiarità della materia e dei relativi contenuti multimediali presenti nella
rete, risulta assolutamente indispensabile.

Nell’ambito della prevenzione e contrasto al
terrorismo internazionale di matrice jihadista e, in particolare, ai fenomeni
di radicalizzazione, la Polizia Postale e delle Comunicazioni ha svolto
attività sia di iniziativa, che su specifica segnalazione, al fine di
individuare i contenuti di eventuale rilevanza penale all’interno degli spazi e
servizi di comunicazione on line, siti o spazi web, weblog, forum, portali di
social network e i cosiddetti “gruppi chiusi”, anche a seguito di informazioni
pervenute dai cittadini tramite il Commissariato di P.S. Online.

L’attività, funzionale a contrastare il proselitismo e
prevenire fenomeni di radicalizzazione, ha portato a monitorare circa 36.000
spazi web e alla rimozione di diversi contenuti (250).

Nel corso di tale attività di monitoraggio, si è
inoltre riscontrato un effettivo incremento dell’azione da parte dei maggiori
fornitori di servizi Internet (Facebook, Google, Twitter, etc.) volta
alla rimozione di contenuti illeciti presenti sulle proprie piattaforme, grazie
anche alla richiesta di maggiore collaborazione elaborata in numerose sedi
istituzionali nell’ambito di progetti internazionali (es. EU Internet Forum),
ai quali ha preso parte la Specialità.

A seguito di tale strategia, si è rilevato un
repentino passaggio dei fenomeni di diffusione e divulgazione dei contenuti
riconducibili al radicalismo islamico su piattaforme di comunicazione social
ritenute più sicure (Telegram, WhatsApp), in quanto garantiscono
maggiore riservatezza. Inoltre, fornendo ai propri utenti un grado di anonimato
più elevato, come da policies aziendali, di fatto finiscono per attrarre
la quasi totalità delle attività di diffusione di contenuti illeciti, o
comunque di propaganda, attuate da soggetti contigui ad ambienti filo-jihadisti
e agli stessi membri delle organizzazioni terroristiche.

Nell’ultimo anno, in concomitanza con le recenti
perdite territoriali da parte del c.d. Stato Islamico, si è riscontrato un
significativo decremento dell’attività mediatica del Daesh, in particolare per
quanto concerne la diffusione di nuovi contenuti di proselitismo nel web, sia
in termini quantitativi, che qualitativi. Infatti, si è notato che i pochi
filmati e le info-grafiche emanati hanno standard qualitativi palesemente
inferiori a quelli precedenti, segno, verosimilmente, che il Califfato è in
fase di riorganizzazione/trasformazione e sta ristrutturando il suo network
interno e ridelineando la propria strategia. In particolare, si sta passando da
forme di comunicazione di massa, ben strutturate, alla diffusione di materiale
autoprodotto attraverso l’utilizzo di mezzi più semplici, quali smartphones, ma
che comunque trovano diffusione attraverso canali sommersi e forme di
comunicazione compartimentate.

L’attività preventiva e informativa della Polizia
Postale e delle Comunicazioni ha visto, inoltre, momenti di collaborazione con
la Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione e le locali Digos, anche per
la collaborazione specialistica in caso di necessari approfondimenti tecnici in
relazione a posizioni emergenti o monitorate sul territorio nazionale.

Infatti, la Polizia Postale e delle Comunicazioni
concorre con altri organi di Polizia e di intelligence alla prevenzione
e al contrasto dei fenomeni di proselitismo on line e di radicalizzazione, sia
a livello nazionale che internazionale, posti in essere attraverso l’utilizzo
di strumenti informatici e di comunicazione telematica. La sinergia tra i
diversi comparti in tale ambito è divenuta sempre più incisiva, sia nell’ambito
del raccordo info-investigativo che di quello tecnico-operativo.

Per quanto concerne, invece, l’attività di contrasto,
la Polizia Postale e delle Comunicazioni si avvale di profili sotto copertura
creati ad hoc e gestiti dagli operatori, con l’affiancamento dei
mediatori linguistici e culturali. L’utilizzo di uno di tali account fittizi,
nel tempo fatto “maturare” dagli investigatori nel corso delle diverse,
quotidiane, attività di monitoraggio informativo e, dunque, accreditato
all’interno dei canali e gruppi frequentati dagli internauti sostenitori dello
Stato Islamico, ha permesso di condurre diverse, complesse, attività
tecnico-investigative.

A titolo esemplificativo, si evidenziano, in
particolare, due significativi risultati investigativi.

Il primo risultato investigativo (Operazione
ANSAR
) ha portato all’individuazione di un minore italiano, di
seconda generazione, di origine algerina
, il quale, attraverso la rete,
svolgeva un’intensa campagna di proselitismo di matrice jihadista su
Telegram
, istigando altri utenti a commettere delitti di terrorismo, fatti
aggravati in quanto le azioni venivano compiute attraverso strumenti
informatici e telematici. All’interno del canale Telegram, frequentato da circa
200 utenti e considerato tra i principali veicoli della narrativa dell’IS,
venivano pubblicati messaggi testuali, immagini, video, infografiche e audio di
propaganda del Daesh, tradotti in lingua italiana e rivolti in particolare ai
c.d. “lupi solitari” presenti sul territorio nazionale.

Considerata l’impossibilità di acquisire elementi
investigativi utili all’identificazione dell’amministratore del canale
attraverso vie ufficiali dirette, il Servizio Polizia Postale ha attivato una
mirata attività tecnico-investigativa che ha permesso di orientare le indagini
finalizzate a individuarne l’amministratore, la cui identificazione è risultata
complicata, in quanto il minore si è dimostrato particolarmente abile e
competente a livello informatico, poiché utilizzava tecniche di anonimizzazione
evolute (connessioni attraverso servizi di VPN e nodi TOR).

È stato possibile raggiungere il risultato sperato
soltanto a seguito di una difficile e articolata attività tecnica svolta da
personale del Servizio Polizia Postale anche attraverso l’utilizzo di software
sviluppati ad hoc e rivelatisi di particolare efficacia. Le successive attività
d’indagine, svolte attraverso l’attivazione di servizi di intercettazione delle
comunicazioni telematiche, telefoniche e ambientali, nonché riscontrate da
servizi di diretta osservazione, hanno consentito di acquisire concreti
elementi di prova a carico di un cittadino italiano minorenne di “seconda
generazione”, nato in Italia da genitori di origine algerina, che è stato
indagato per aver compiuto attività di proselitismo a favore dell’IS mediante
diffusione e traduzione di contenuti di propaganda on line. Nonostante la
giovane età, il minore risultava in possesso di elevate capacità
tecnico-informatiche, padronanza linguistica non comune e approfondita
conoscenza dei principali testi sacri dell’Islam, proponendosi quale punto di
riferimento per tutti coloro che intendevano contribuire attivamente alla causa
jihadista.

L’attività investigativa ha consentito di riscontrare
e raccogliere elementi in ordine al percorso di autoradicalizzazione del
minore, intrapreso esclusivamente in rete e sfociato in una successiva
diffusione on line del proselitismo di matrice jihadista. Infatti, nella vita
reale il ragazzo non frequentava la moschea, né ambienti contigui
all’estremismo islamico. Anche il contesto familiare, sebbene musulmano,
risultava di impostazione musulmana, ma non integralista.

Oltre ai risultati operativi conseguiti, tale indagine
ha presentato anche profili di rilevanza giudiziaria e sociale, in quanto è
stata riconosciuta la pericolosità reale delle iniziative adottate
dell’indagato, le quali, lungi da esaurire i propri effetti nella “dimensione
virtuale”, sono risultate concretamente rilevanti. Il puntuale intervento della
Procura dei minori e della Polizia di Stato ha consentito di superare la mera
fase accertativa della responsabilità penale del minore, avviando un dedicato
percorso di recupero e deradicalizzazione, reso possibile dallo “scollegamento”
del giovane dalla rete della c.d. “cyber jihad”. Come noto, infatti,
ormai il web assurge a un ruolo fondamentale quale strumento strategico di
propaganda dell’ideologia del Daesh, di reclutamento di nuovi combattenti, di
finanziamento, di scambio di comunicazioni riservate nella pianificazione degli
attentati e di rivendicazione degli stessi.

Infine, la seconda Operazione, denominata “Lupi
del deserto”
si è conclusa nell’arresto di un cittadino
egiziano
di 22 anni, irregolare sul territorio nazionale, per associazione
con finalità di terrorismo internazionale e istigazione e apologia per delitti
di terrorismo.

Le indagini, avviate nel 2017 con intercettazioni
telefoniche, ambientali, telematiche e specifici servizi di osservazione e
pedinamento h24. Il giovane arrestato è un appartenente all’ISIS,
indottrinatosi con il materiale di propaganda di DAESH reperito on line. Gli
elementi raccolti hanno evidenziato che il predetto ascoltava in continuazione,
in una sorta di “brain washing”, files audio di Imam radicali e
della rivista “Dabiq” inneggianti all’odio per l’occidente, alla jihad e a
sostegno degli atti di martirio. Dalle intercettazioni telematiche e
accertamenti tecnici svolti dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni, è
emerso che il giovane è altresì organico anche alla macchina della propaganda
del sedicente stato islamico. Infatti, gestiva gruppi e canali chiusi su
Telegram, nei quali venivano diffuse le notizie delle attività dello Stato
Islamico, tramite le agenzie mediatiche del Califfato. In particolare, era in
assiduo contatto con due connazionali, anch’essi radicalizzati, con i quali
scambiava video e audio Jihadisti e inneggianti l’Islam radicale.

Nei loro confronti il Ministro dell’Interno ha emesso
un decreto di espulsione dal territorio italiano.

Trattandosi di un fenomeno a carattere transnazionale,
sia per la natura internazionale del fenomeno, che per la stessa connaturata
struttura della rete, risulta imprescindibile l’attivazione efficiente degli
strumenti della cooperazione sovranazionale, sia ordinari che “nuovi”,
soprattutto per la condivisione di informazioni che, collegate a situazioni
peculiari interne, riescono ad apportare indiscusso valore aggiunto alle
attività di prevenzione messe in atto dalle diverse forze di polizia nazionali.

In ambito europeo, il Servizio Polizia Postale e delle
Comunicazioni è il punto di contatto nazionale dell’Internet Referral Unit
(IRU) di Europol, Unità preposta a ricevere dai Paesi Membri le segnalazioni
relative ai contenuti di propaganda jihadista diffusi in rete e di orientarne
l’attività. Lo scambio delle informazioni tra Paesi Membri viene effettuato
attraverso l’utilizzo di specifiche piattaforme tecnologiche, tra cui Check-the-Web
(CTW) e SIRIUS, appositamente create in ambito IRU a supporto del
monitoraggio e delle indagini nell’ambito di terrorismo in Internet.

Parallelamente
all’incremento dell’uso di strumenti telematici, sono cresciute le aspettative
di sicurezza da parte del cittadino. 

La Polizia Postale e delle Comunicazioni è
impegnata, ormai da diversi anni, in campagne di sensibilizzazione e
prevenzione sui rischi e pericoli connessi all’utilizzo della rete internet,
rivolte soprattutto alle giovani generazioni.

Nello specifico si evidenzia la campagna
itinerante della Polizia Postale e delle Comunicazioni “Una Vita da
Social
”, grazie alla quale sino ad oggi sono stati incontrati oltre 1
milione e 700 mila studenti
, 180.000 genitori, 100.000 insegnanti
per un totale di 15.000 Istituti scolastici e 250 città italiane.

Un progetto dinamico, innovativo e
decisamente al passo con i tempi, che si avvicina alle nuove generazioni
evidenziando sia le opportunità del web che i rischi di cadere nelle tante
trappole dei predatori della rete, confezionando un vero e proprio “manuale
d’uso”, finalizzato ad evitare il dilagante fenomeno del cyberbullismo e tutte
quelle forme di uso distorto della rete in generale e dei social network.

A disposizione degli utenti è presente la
pagina Facebook e Twitter di “Una vita da social”, gestita direttamente
dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni, dove vengono pubblicati gli
appuntamenti, le attività, i contributi e dove i giovani internauti possono “postare
direttamente le loro impressioni ad ogni appuntamento.

Grande consenso ha riscosso la campagna #cuoriconnessi,
che ha coinvolto 30.000 studenti, attraverso la proiezione di un docufilm e le
testimonianze dirette dei minori vittime di prevaricazioni, vessazioni e
violenze online.

Inoltre, nel corso dell’anno sono stati
realizzati incontri educativi su tutto il territorio nazionale raggiungendo
oltre 300 mila studenti e circa 3000 Istituti scolastici per i
quali è stata messa a disposizione anche un’e-mail dedicata:
[email protected]

Il
portale del Commissariato di P.S. online è divenuto il punto di riferimento
specializzato per chi cerca informazioni, consigli, suggerimenti di carattere
generale, o vuole scaricare modulistica e presentare denunce.

Uno strumento agevole che consente al
cittadino, da casa, dal posto di lavoro o da qualsiasi luogo si desideri, di
entrare nel portale ed usufruire dei medesimi servizi di segnalazione,
informazione e collaborazione che la Polizia Postale e delle Comunicazioni
quotidianamente ed ininterrottamente offre agli utenti del web.

Di particolare importanza le denunce e le
segnalazioni giunte anche sul sito del Commissariato di P.S. on-line per i
reati di cyberbullismo, perpetrati soprattutto in ambito scolastico da parte di
studenti nei confronti di compagni e perpetrati attraverso i social media, con
atti denigratori e diffamatori nei confronti delle giovani vittime. Alcune
attività sono sfociate nell’emissione da parte dei Questori di provvedimenti di
ammonimento anche al fine di responsabilizzare minori autori del reato.

Attività
del Commissariato di PS online

Richieste
di informazioni evase
19.088
Segnalazioni
ricevute dai cittadini
18.722
Denunce
presentate dagli utenti
10.922

RISULTATI
CONSEGUITI IN LOMBARDIA

Nell’assicurare un costante supporto
operativo ai Questori quali Autorità di Pubblica Sicurezza sul territorio
lombardo, anche mediante la continua veicolazione delle notizie presenti sul web
ritenute rilevanti per la prevenzione e il contrasto dei reati, il
Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di Milano, insieme alle 8
Sezioni provinciali, ha conseguito importanti risultati in tutti i principali
ambiti di azione della Specialità.

In particolare, sul piano del contrasto
dei reati informatici ai danni dei minori, si segnala l
’operazione “Ontario”, condotta dal Compartimento
Polizia Postale e delle Comunicazioni di Milano, che ha permesso di trarre in
arresto 4 persone e di denunciarne altre 18 in stato di libertà
per detenzione e diffusione di materiale pedopornografico. L’operazione è stata
caratterizzata da eccezionali difficoltà tecniche, derivanti dalla necessità di
analizzare in dettaglio oltre 15.000 connessioni telematiche (oltre al
contenuto di numerosi dispositivi informatici posti sotto sequestro, per un
totale di oltre 10 Terabyte di dati).

Nell’ambito del contrasto al Financial Cybercrime il
Compartimento di Milano ha condotto, in collaborazione con le Autorità rumene,
un’articolata operazione di Polizia giudiziaria, denominata “Operazione Bruno”,
che ha consentito di eseguire 14 ordinanze di custodia cautelare in
carcere nei confronti di altrettanti soggetti (3 dei quali in territorio
rumeno) e di denunciare complessivamente 133 persone per associazione a
delinquere transnazionale dedita ad attacchi e frodi informatiche su larga
scala e riciclaggio. Tale operazione ha consentito, per la prima volta, di
dimostrare l’interesse della criminalità organizzata di tipo mafioso verso il
Financial Cybercrime.

Per quanto invece attiene al contrasto al
 fenomeno del terrorismo di matrice jihadista in rete, il Compartimento di
Milano, anche grazie a un qualificato supporto di mediazione linguistica e
culturale, ha condotto un costante monitoraggio del web al fine di individuare
contenuti di interesse investigativo  all’interno degli spazi e dei
servizi di comunicazione online, quali siti o spazi web, weblog, forum, social
network e “gruppi chiusi”, rispetto ai quali si è anche fatto ricorso ad
attività sotto copertura.

L’attività preventiva e informativa del Compartimento
e delle Sezioni ha visto, inoltre, momenti di collaborazione con le locali
Digos, alle quali è stato costantemente assicurato il supporto tecnico specialistico
della Polizia Postale e delle Comunicazioni.

Altrettanto importanti sono stati gli sforzi e i
risultati conseguiti in territorio lombardo dalla Specialità sul piano della
prevenzione dei reati.

In particolare, sono stati proseguiti e intensificati
gli incontri formativi presso gli istituti scolastici lombardi (192 le
scuole coinvolte), durante i quali gli specialisti della Polizia Postale e
delle Comunicazione hanno incontrato 15543 alunni, 1727 genitori,
1842 docenti, oltre a 410 tra medici, avvocati, operatori sociosanitari
e altre figure professionali.

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