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Pubblicato il: 21 Dicembre 2018 alle 18:56

INTERROGAZIONE PARLAMENTARE SENATORE MONTANI (LEGA) SU HYDROCHEM ITALIA

 “APRIRE UN TAVOLO DI CONFRONTO SUL SITO CHIMICO DI PIEVE VERGONTE”

Oggi pomeriggio il senatore della Lega Enrico Montani ha depositato un’interrogazione parlamentare al Ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro e delle Politiche sociali, sulla vicenda Hydrochem Italia, lo stabilimento chimico di Pieve Vergonte fermo da un anno. Si legge nell’interrogazione: “Dal 2013 lo stabilimento è di proprietà del fondo speculativo internazionale International Chemical Investors Group (Icig). Al fine di sostituire l’impianto per la produzione di cloro che utilizza tecnologia con mercurio con un impianto più moderno, nel rispetto delle norme vigenti, è stato stimato un investimento di 25/30 milioni di euro. In data 11 dicembre 2017 è stata disposta la chiusura dell’impianto e la messa in cassa integrazione straordinaria degli addetti; nel corso del 2018 è iniziata una trattativa con un importante gruppo piemontese interessato a entrare in società con Hydrochem, facendosi totalmente carico dell’investimento. A giugno, a seguito di un incontro presso la Provincia, la direzione aziendale locale aveva comunicato la ormai prossima firma dell’accordo col nuovo socio ed il conseguente avvio dell’investimento. In settembre si comunicava un leggero ritardo nella chiusura della trattativa a causa di uno stallo relativo a tre punti: il perfezionamento di un accordo in sede sindacale sulla gestione delle ricadute occupazionali, l’ottenimento del via libera da parte del Ministero dell’Ambiente per la costruzione dell’impianto sull’area individuata e un non precisato problema di carattere economico tra le parti in trattativa ma, a detta della proprietà, facilmente risolvibile. Nello stesso periodo le organizzazioni sindacali Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil, siglavano l’accordo con Hydrochem per la procedura ex art. 47, affitto di ramo di azienda, funzionale al nuovo assetto societario che avrebbe assunto il gruppo con l’ingresso del nuovo socio. Nelle settimane successive si era ottenuto il via libera dal Ministero dell’Ambiente per l’autorizzazione alla costruzione dell’impianto. Ad oggi, dopo l’ultimo incontro con l’ingegner De Giovanni, amministratore delegato del sito pievese, lo scenario è completamente cambiato: la questione economica dirimente a chiudere la trattativa in essere non solo non è stata risolta, ma la trattativa stessa è in discussione. Considerato che il 31 dicembre 2019 scade la cassa integrazione straordinaria degli addetti, la situazione finanziaria dell’azienda si trova in una situazione sempre più grave; nelle ultime settimane sembrerebbe comparso un nuovo soggetto legato al gruppo tedesco ed interessato all’investimento per il nuovo impianto, aggravando lo stato di incertezza sul futuro dell’impianto in questione. La chiusura dell’impianto e il mancato investimento si ripercuotono su un territorio che rischierebbe di vedere sparire molti posti di lavoro e pagare anche il conto della presenza di un impianto chimico dismesso e abbandonato; l’Italia perderebbe una produzione strategica, quella del cloro, ormai quasi totalmente dipendente dall’estero”. Montani chiede di sapere “se il Ministro è a conoscenza dei fatti e se intenda convocare urgentemente un Tavolo di confronto, che coinvolga il prefetto di Vco, i rappresentanti dei lavoratori e la dirigenza della Hydrochem Italia e dell’International Chemical Investors Group, per avanzare proposte alla soluzione della vicenda”.

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