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Imposta sui servizi digitali, per Anitec-Assinform è a rischio il settore ICT

Anitec-Assinform ha emesso un comunicato per esprimere la loro
preoccupazione di fronte alla scelta del Governo di aumentare le entrate
inserendo una imposta sui servizi digitali. Sebbene si applichi
soltanto a grandi imprese globali, rischia di ripercuotersi anche sulle
PMI italiane che utilizzano i servizi digitali per promuoversi o vendere
i propri prodotti.

“Come settore siamo consapevoli che sia necessario regolare
fiscalmente il settore ma abbiamo espresso la necessità di attendere una
normativa almeno europea e auspicabilmente OCSE uniforme per non
penalizzare la competitività italiana che sconta un livello impositivo
già molto alto. Inoltre la modalità di inserimento nel maxi emendamento,
senza proficuo confronto con le categorie e con gli operatori che
conoscono il settore, come invece avviene in sede Europea, rischia di
produrre una norma sbilanciata e dalle coperture quanto meno incerte. Le
entrate ipotizzate dal Governo sembrano infatti molto superiori
rispetto alle stime del mercato. Mantenere i saldi di bilancio ad un
livello prudenziale è essenziale per la stabilità del Paese ma aumentare
la tassazione ulteriormente sulle imprese partendo dell’innovazione non
è mai una buona scelta e produce, nel medio periodo, un danno a
crescita e lavoro. Siamo comunque disponibili, come Associazione e con
le imprese interessate, a sederci e confrontarci con Mef, Mise e
Autorità indipendenti competenti per contribuire a definire le regole
attuative della norma ed evitare che abbiamo effetti sistemici su tutto
il settore produttivo e sulla spinta a innovare e digitalizzare”
, ha dichiato Marco Gay, Presidente di Anitec-Assinform, l’Associazione di Confindustria che rappresenta le aziende dell’ICT.

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