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Il giornale inglese The Guardian, analizza il successo di Salvini coi social

di Giuseppe Criseo

The Guardian, conosciuto precedentemente come The Manchester Guardian, è un quotidiano britannico nato a Manchester nel 1821 con sede a Londra

Il 17 dicembre, il prestigioso giornale internazionale, si dilunga in una minuziosa analisi del successo di Salvini e questo la dice lunga sulla notorietà e prestigio anche internazionale del vice-premier.

Non è una novità che il successo di un politico provenga oltre che da una serie di caratteristiche, anche e sopratutto dai social, c’è chi lo ha capito da tempo come Salvini, e c’è chi ancora punta sul semplice messaggio elettorale e/o confronto televisivo.

La tv e la radio sono sempre stati i mezzi più usati assieme ai manifesti elettorali, ma per arrivare a milioni di persone velocemente i social sono diventati uno strumento di propaganda, visibilità  e trascinamento di alcuni temi chiave per costruire il consenso e l’ascesa.

Nell‘articolo

in questione si citano anche altri leader “populisti”
Jair Bolsonaro, oppure Narendra Modi, che hanno altri tipi di approccio, ma Salvini come evidenzia  Benjamin Moffitt, docente presso l’Australian Catholic University, che afferma: “I loro feed di Twitter, le pagine di Facebook e così via spesso hanno più condivisioni, like e fan rispetto ai loro avversari, e sono spesso molto più divertenti e coinvolgenti.”

“Ricordo che si recava nelle piazze o nei mercati, senza mai perdere l’opportunità di distribuire volantini”, ha detto Stefania Piazzo, ex-direttore di La Padania, citata dal prestigioso giornale.

Stefania Piazzo

Lo stratega è artefice principale di tale successo è  Luca Morisi, che ha “
creato un misterioso software di social media noto come “The Beast”.

Luca Morisi

Un successo alla cui base c’è creatività e impegno incredibili e non comuni per trovare i temi e gli interessi che convincono sempre più gli italiani ad affidare le loro sorti e il loro avvenire a Salvini.

Il futuro è nella comunicazione ma a lungo andare non basta, bisogna avere i numeri, le persone e l’organizzazione territoriale per emergere e durare nel tempo.

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