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Carabiniere aggredito, simbolo della certezza di restare impuniti

Carabiniere aggredito, Fsp Polizia: “Infierire contro un militare armato vuol dire essere certi che non si difenderà. In quel video immagini emblematiche della mentalità di violenti che contano sull’assoluta impunità”

“Infierire contro un carabiniere che stringe in pugno l’arma di ordinanza mentre si attenta alla sua sicurezza in cinquanta contro uno significa una sola cosa: essere certi che lui non si difenderà. Le scioccanti immagini del video del carabiniere che a Roma arretra di fronte a un branco di violenti che lo aggrediscono senza pietà sono l’emblema dell’indicibile degrado che regna in alcune sacche della nostra società. Ambienti che sono considerati notoriamente più problematici ma che, a ben riflettere, amplificano in maniera plateale una mentalità che, purtroppo, è ben più diffusa e che nasce dalla mollezza della risposta dell’ordinamento di fronte alle violenze nei confronti delle Forze di Polizia, dalla quasi inesistente concretezza della pena nei casi in cui si calpesta ogni regola che difende l’autorità dello Stato e chi lo rappresenta”.     

Così Valter Mazzetti, Segretario Generale Fsp Polizia, Federazione sindacale di Polizia, commenta indignato le immagini del video divenuto virale in rete in cui si vede un carabiniere intervenuto in difesa di un tifoso dell’Eintracht che viene a sua volta aggredito da un folto gruppo di laziali i quali, oltre a insultarlo pesantemente, lo colpiscono alla testa con una bottiglia – causandogli un trauma cranico con prognosi di 7 giorni -, gli lanciano cassonetti e lo incalzano sempre più minacciosamente.

“E quel che è peggio – incalza Mazzetti – è l’insopportabile ipocrisia di chi ancora pratica la caccia alle divise nell’assurdo tentativo di criminalizzare l’operato di migliaia di donne e uomini che ogni giorno vanno in strada come prede di un’ordinaria follia che, quest’anno, ne ha portati oltre 1500 in ospedale solo fra i carabinieri. Stamattina questo dato allucinante è stato ribadito dal ministro della Difesa che ha auspicato maggiore durezza contro chi attacca le divise, ma noi aspettiamo da troppo tempo una tutela reale e ferma che ancora non arriva. La verità, piuttosto, è che aggredire un operatore di polizia, opporre resistenza, insultarlo, picchiarlo, contestarlo in tutti i modi è diventato un fatto ‘consuetudinario’, normale. Ed è ancor più vero che chiunque porti una divisa in Italia ha ben imparato che difendersi è peggio che subire un’aggressione. I cittadini sanno di poter contare sull’altissima professionalità che contraddistingue le Forze dell’ordine italiane, le uniche che in pratica subiscono di tutto pur di non reagire. Ma pensare di poter fare esattamente ciò che si vuole, spadroneggiando in spregio assoluto delle leggi e certi di non dover subire conseguenze, è decisamente un’altra cosa”. 

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