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Pubblicato il: 10 Dicembre 2018 alle 15:37

I vescovi e il nuovo partito cattolico

I VESCOVI e un NUOVO SOGGETTO POLITICO CATTOLICO per la POLITICA in ITALIA.
1.- Da settimane, vari giornali (Avvenire, la Repubblica, Il Fatto quotidiano, Huffington Post) intervengono e segnalano che i vescovi spingono per la ricostruzione di un nuovo soggetto politico di matrice cattolica in Italia, come modo massima di fede e carità.

2.- Stranamente, pur informati, ignorano l’avvenuta ricostituzione giuridica della vecchia DEMOCRAZIA CRISTIANA, pur se con tutti i crismi della Corte di Cassazione e del tribunale civile di Roma.
Il nuovo soggetto si chiamerebbe “INSIEME”.

3.- Il punto è che questi santi uomini remano per spingere il nuovo loro soggetto politico nel PD, vale dire a farsi strumentalizzare come serbatoi di voti per partiti che, poi, faranno quello che vogliono; e dunque a impiccarsi (questi vescovi) con le loro mani
4.- Ma la cosa tragica è che questi santi uomini sono ulteriormente attorniati da altri santi uomini, ma “laici”, tipo Salvatore Martinez (racconta un qualche giornale), che probabilmente va a Messa e fa la comunione tutti i giorni, e anche lui verso il PD, anzichè verso una via autonoma preparata professionalmente, ed eticamente verificata.
5.- Va, al tempo stesso, chiarito che questa DC (che ho contribuito io, a far ripartire) non è ancora degna culturalmente per il ruolo che si propone.
Si dovrà passare per una scuola di formazione e comunque per una struttura di indirizzamento che permetta di trovare persone di alta cultura professionale e morale: tutto da fare, e che dovrebbe passare, a mio giudizio, per le parrocchie, vale dire per la chiesa che tira la carretta (non per i movimenti giovanili, reclutati da Martinez). A parte che veicolare i giovani è una gara dura perchè, per quanto ne so, i giovani si ribellano a farsi strumentalizzare dagli anziani.

6.- A questo i Vescovi dovrebbero pensare, fermo che secondo la dottrina sociale della chiesa, vanno distinti gli aspetti religiosi e spirituali, da quelli “temporali”. Per i primi, la competenza è dei Vescovi, per i secondi la competenza è dei laici.

Nino Luciani

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