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La #lenzuolata della #domenica di Nino Caianiello.

riceviamo e pubblichiamo

Letterina di #Natale

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Ieri, primo giorno di #Dicembre, in serata passavo per #Gallarate dove ho notato il magnifico Albero di Natale?in piazza Libertà, e guardando verso la punta, scrutando il cielo, ho immaginato una slitta e mi son detto che era ora di scrivere e inviare (e non ricevere ?) la letterina a Babbo Natale…
Caro #BabboNatale, stavolta prima di scriverti la letterina devo tirarti le orecchie, perché quest’anno ci avevi tanto illuso. Non si fa! Dopo le #elezionidel #4marzo, ci hai portato il governo del cambiamento – e dalle premesse non poteva che esserci il Tuo zampino, anche se è arrivato a metà anno invece che a #Natale. Ci aspettavamo un sacco di bei regali: il taglio delle accise sulla benzina, che è la più cara d’Europa; l’abolizione della legge Fornero al primo consiglio dei Ministri, così da mandare tanta gente in pensione prima di invecchiare; una #FlatTax che avrebbe ridotto sensibilmente la pressione fiscale su tante famiglie e imprese a cui oggi lo Stato tira il collo; e una pace fiscale per chiudere tutti i conti in sospeso tra i cittadini che per vari motivi non hanno assolto ai loro doveri fiscali verso lo Stato. Caro Babbo Natale, però di queste promesse non abbiamo visto un bel niente. Anzi, sembra proprio che all’Italia stiano arrivando solo tanti carichi di carbone, visto che la crescita economica si è arrestata, lo spread continua a galoppare (e ci costa uno sproposito solo in termini di maggiori interessi sul debito pubblico) e i nostri imprenditori, gente che è abituata a lavorare prima di parlare e ad un atteggiamento di imparzialità e discrezione rispetto alla politica, sono talmente preoccupati (e un po’ anche incazzati) che sono pronti a scendere in piazza a protestare contro questo governo (forse attendono solo,forse di stabilire che colore deve avere il gilet?).
La #Povertà vera è in aumento e la disoccupazione avanza ancor di più tra i nostri giovani e le (poche) #scelte del #Governo #gialloverde anziché frenarle sembra che le incrementino. Mi giunge quasi il sospetto, caro Babbo Natale, che qualcuno laggiù a Roma abbia perso la strada e che, pur proponendosi come novello Babbo Natale, in realtà non ha nessun regalo da portare a noi gente italica.
Nell’epoca dell’istituzionalizzazione delle fake news e della diffusione dei troll, non ci sarebbe nulla di strano e non mi stupisco.
Se così fosse, ti chiedo scusa per aver sospettato di Te. Perché sai, noi siamo #garantisti, non a parole, ma cerchiamo di dimostrarlo quotidianamente, non solo quando si scoprono le magagne e gli abusi dei nostri padri e nemmeno quando indagano le nostre Sindache, o quando i media (sempre loro!!) svelano pure le strane assunzioni fatte al Ministero del lavoro.
Caro Babbo Natale, credo, a questo punto, che sia giusto #chiederti un po’ di cose da mettere sotto l’albero. Innanzitutto, una vera Flat Tax come era prevista nel programma elettorale, con l’eliminazione delle aliquote Irpef al 38% e al 41% e l’aumento da 75mila a 150mila euro della soglia a partire dalla quale scatta l’aliquota del 43%, in modo tale da far sì che tutti i redditi fino a 150mila euro ricadano nell’aliquota del 27%. Invece del sedicente reddito di cittadinanza e della sedicente quota 100 (in realtà una gran fregatura, perché chi sceglie di andare in pensione anticipatamente perde un sacco di soldi sui futuri assegni), raddoppiamo il #fondopovertà per aiutare chi ha davvero bisogno e sosteniamo le famiglie, con l’aumento a mille euro annui e la messa a regime dell’assegno di natalità.
Ultima richiesta ma non ultima, rilanciamo gli investimenti, completando le#infrastrutture già in fase di realizzazione, come la nostra #Pedemontana, la#TAV Torino-Lione e il #TerzoValico di Genova, e mettiamo in campo un grande piano di #manutenzione delle infrastrutture e di #contrasto al dissesto idrogeologico, visto che su questi investimenti l’Europa ci consentirebbe di fare deficit.
Lo so, caro Babbo Natale, che non sono sogni ad occhi aperti, ma che è semplicemente il programma che metterebbe in pratica un governo di centrodestra, ma per questo Natale ci accontenteremmo di qualcosa di molto concreto, senza voli pindarici.
Ah, già che ci sono, volevo raccontarti questo episodio che mi è capitato ieri in piazza a #Gallarate. Ad assistere all’accensione dell’albero e a fare gli auguri c’erano tanti bambini e donne #Sinti, gallaratesi doc da diverse generazioni, che però quest’anno festeggeranno il Natale in un albergo di Somma Lombardo. Anche qui, viene il sospetto che ci sia il tuo zampino, caro Babbo Natale, perché da una casetta mobile in un campo (pseudo)nomadi ad un albergo quattro stelle c’è un certo salto di qualità…e anche se il regalo è stato un po’ forzato, quel che conta è il pensiero. Qualcuno di questi bambini si starà chiedendo “chissà dov’era casa mia” e a me viene in mente quella canzone “Ma un bimbo che ne sa, sempre azzurra non può esser la città”….
caro Babbo Natale, abbiamo capito che in tanti si approfittano delle tue sembianze senza esserne capaci, ma noi confidiamo che anche quest’anno sarai in grado di compiere il tuo lavoro nel modo migliore. Ci vediamo la notte del 24!…
PS : forse dovrò nei prossimi giorni #integrare le richieste in attesa che l’#Europa non #mandi #Lei una #letterina …sos.jpg

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