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gli altri siamo noi

Varese, zuffa per il carro funebre

La tensione è nell’aria, dovunque e comunque si reagisce in malo modo, sarà la crisi, la mancanza di lavoro (o la voglia in certi casi), cresce l’ignoranza e le fake news.
La nostra società sta svanendo, alla rincorsa di modelli cinematografici un tempo, oggi alla ricerca del selfie che ci renda famosi, della soluzione facile e a buon mercato. I luoghi comuni imperano:
“Lo studio a che serve? Basta la raccomandazione
I sacrifici? Abbiamo già dato.
L’impegno non serve.”
Un disagio giornaliero per un’Italia burocratica che spinge a forme di rivolta sociale piccole e senza risultato, uno contro l’altro.
Anche un parcheggio magari non esattamente da manuale come quello a San Fermo, in via Valcamonica, di un carro funebre mal posizionato, spinge alla reazione.
E’ vero che bisognerebbe curarsi anche degli altri, oltre che del codice, cercando di evitare di disturbare il prossimo (potrebbe essere un nuovo” comandamento”), ma in certi casi un minimo di tolleranza e di misura ci vorrebbe.braccio di ferro
Se ad ogni errore dovessimo reagire malamente, bisognerebbe triplicare ospedali e carcere.
I poliziotti sono interventi appunto per sedare gli animi in via Valcamonica e un parente del defunto, ferito, è stato portato in ospedale.
Seguiranno denunce, spese legali, giornate in tribunale, legali da pagare.
Tutte cose evitabilissima con un po’ di pazienza per il carro posteggiato male e anche qui l’autista avrebbe potuto essere più rispettoso, come anche il residente avrebbe potuto chiudere un occhio.
Nessuno dei due ha voluto soprassedere ed è finita male, ma alcuni casi finisce anche peggio.

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