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Pubblicato il: 27 Novembre 2018 alle 16:00

BRACCIALETTO ELETTRONICO & LA SUA FUNZIONALITA’.

La situazione in Italia però risulta molto complessa:
L’idea dei braccialetti elettronici, così come previsti dall’art.257 – Bis CPP, che avrebbero dovuto attenuare il problema del sovraffollamento degli istituti carcerari rendendo più agile il nostro sistema penitenziario si è rivelata in realtà un grosso insuccesso dal momento della loro istituzione, almeno sino ad oggi.
La sperimentazione del braccialetto elettronico venne varata il 2 febbraio 2001 dai Ministeri dell’Interno e della Giustizia, però solo ad ottobre 2018 pare sia riuscito a prendere il decollo per circa 22.000 detenuti, inseriti nel progetto sperimentale, grazie poi al perfezionamento della tecnologia non più soggetta a rischio di manomissioni o sabotaggi, il tutto è da vedere come una possibile via d’uscita all’impervio problema del sovraffollamento delle carceri, ovviamente per reati e soggetti ben specifici, ma ancora si nota una certa ritorosia al sistema di monitoraggio che potrebbe vedere una più ampia platea di fruitori in linea sempre con le norme precauzionali che certe misure devono osservare scrupolosamente.

ll braccialetto elettronico è un mezzo elettronico, destinato al controllo delle persone sottoposte agli arresti domiciliari o alla detenzione domiciliare, che si applica al polso oppure alla caviglia e permette all’Autorità giudiziaria di verificare a distanza e costantemente i movimenti del soggetto che lo indossa.

Nel caso di alterazione o manomissione del braccialetto è previsto il ritorno in carcere e una pena aggiuntiva.

Il braccialetto elettronico come anzi detto, è stato introdotto nel sistema legislativo italiano nel 2001, ed è stato sperimentato in cinque città italiane:

Roma, Milano, Torino, Napoli e Catania.

I detenuti che hanno potuto utilizzare questo strumento sono stati circa 50. La fase di sperimentazione è stata di circa 6 mesi a partire dall’11 aprile 2001.

Il concetto di “certezza della pena” implica la considerazione di aspetti quali:
– la funzione di prevenzione;
– la proporzionalità fra entità del reato e relativa sanzione;
– la tutela della collettività;
– la rieducazione del condannato quale effetto della pena.

Il braccialetto elettronico consente di garantire la verifica della permanenza presso il domicilio prestabilito dei detenuti agli arresti domiciliari e coloro i quali sono soggetti a custodia cautelare in attesa di giudizio.

In altri paesi Europei si è rivelato particolarmente utile per sorvegliare i minori condannati, evitando così che gli stessi trascorressero un tempo troppo prolungato in riformatorio e potessero, invece, essere occupati in attività di lavoro che ne favorissero il reintegro in società.

Alcuni possibili benefici che l’utilizzo del braccialetto elettronico dovrebbe apportare, secondo ricerche e esperienze avvenute in tutto il mondo sono:

  • aiutare i detenuti bisognosi di cure mediche o di disintossicazione trasferendoli più facilmente in centri di recupero;
  • creare percorsi di reinserimento sociale e familiare dei detenuti;
  • dare la possibilità alle madri carcerate di far crescere i propri figli in strutture di accoglienza esterne;
  • trasferire presso le proprie abitazioni detenuti in attesa di giudizio considerando la maggior garanzia che la verifica elettronica consente;
  • restituire alle forze dell’ordine tempo da dedicare alla prevenzione e presenza sul territorio demandando allo strumento elettronico la verifica delle limitazioni di libertà connesse con la detenzione domiciliare.

Il braccialetto potrebbe quindi rivelarsi lo strumento giusto come anche citato da alcune fonti di esperti tipo TesiOn, Diritto Penale, ecc., per ridurre la popolazione carceraria, aiutare le persone bisognose di cure mediche ed incompatibili con il regime detentivo, nonchè facilitare il reinserimento delle persone nella società, con un reale percorso di recupero educativo e non più solo punitivo, come sino ad oggi in realtà è stato e quindi improduttivo per il sistema paese, in quanto un regime detentivo al passo con i tempi , è un sistema binario efficente e funzionale, atto a garantire il recupero di chi nelle condizioni sociali e psicofisiche tali da renderlo, nonchè, sistema punitivo per quei soggetti e/o per quei reati per cui non si possono programmare percorsi di recupero sociale, indi pùò essere funzionale solo l’emarginazione/carcerazione, quindi allontanare questi ultimi dalla società in tutela della stessa; ma questa è una visione funzionale e pertanto tutta un altra storia, volta anche al contenimento della spesa pubblica ed una migliore funzionalità del sistema carcerario italiano.

EP
Esperto di Sicurezza Internazionale
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