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Pubblicato il: 22 Novembre 2018 alle 8:47

Varese, “Innocente!”, venerdi si presenta la storia vera di ingiusta giustizia allo Spazio Lavit

Venerdì 30 novembre 2018 alle ore 18.30 a Varese presso lo Spazio Lavit in via Uberti 42 ad ingresso libero, avverrà la presentazione del libro “Innocente!”, imputata senza prove.

All’evento interverranno Fabio Cavallari l’autore, Paola Della Chiesa la presunta colpevole, Leonardo Tomasello per l’Associazione Enzo Tortora.

A moderare l’incontro il microfono sarà affidato alla salda guida di Matteo Inzaghi, Direttore di Rete 55.

Una grande novità arriva in libreria come dicevamo grazie alla pungente case-history di presunta colpevolezza.

Arriva infatti fresco di stampa “Innocente!”, ultimo libro di Fabio Cavallari che racconta la storia vera di Paola Della Chiesa, giovane donna che ha subito il doppio ludibrio – giudiziale e mediatico – senza aver commesso alcun reato.

“L’80% dell’informazione giudiziaria italiana non dà nessuno spazio alle tesi della difesa. E nel 62% dei casi gli articoli sono colpevolisti o forniscono solo la ricostruzione dell’accusa.

È soprattutto in questa chiave che va letto il libro di Paola Della Chiesa: una storia amara che riassume in modo efficace la gogna mediatica a cui è troppo spesso sottoposto in Italia un indagato innocente”

Questo inciso si legge in IV di copertina. La prefazione del libro è invece di Barbara Bonvicini/Associazione Enzo Tortora che, tra le altre, scrive “considerato che il 40% della percentuale dei procedimenti pendenti, di cui sopra, si conclude con l’assoluzione dell’imputato, non è ammissibile lasciare che per ogni avvio di indagini si costituisca, in parallelo all’iter processuale, un tribunale popolare a mezzo stampa costantemente in cerca di sensazionalismi, meglio se ottenuti direttamente dalle procure in violazione del segreto istruttorio”

I numeri, ben si sa, delineano una situazione meglio di mille parole.

Però quello che non fanno trapelare è il vissuto di un presunto colpevole, ingabbiato nelle fitte maglie della burocrazia e, in base al ruolo che ricopriva professionalmente, spesso esposto alla pubblica maldicenza.

Per una sorta di noncuranza giudiziaria entrano dunque in gioco diversi fattori penalizzanti: denaro (per potersi difendere dalle accuse con un avvocato), perdita del lavoro – e così di amicizie, di contatti sociali – durante il procedimento giudiziario.

Non certo ultimo, nell’indagato si scatena un caleidoscopio di scintille psicofisiche che oscillano da vergogna a rabbia, impotenza, disperazione. Creando inevitabili danni biologici.

L’avviso di garanzia, che dovrebbe essere uno strumento a favore del cittadino,

viene percepito dal soggetto che lo riceve come sentenza di giudizio, in virtù della cultura dominante che imperversa nella società dal 1992 (Mani Pulite). Purtroppo potrebbe capitare a chiunque. Questa di Paola Della Chiesa infatti è una case-history, ben raccontata dallo scrittore Fabio Cavallari che l’ha ascoltata per mesi, prima di iniziare a scrivere il libro.

Narrando non solo la sequenza dei fatti ma anche (e soprattutto) il suo sentire durante i due terribili anni trascorsi a difendersi dal nulla aver commesso.

Per arrivare, trovando Paola alla fine di questa triste odissea esausta, lo scorso gennaio 2018, al non luogo a procedere. Innocente!

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