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Pubblicato il: 12 Novembre 2018 alle 0:31

Lavoro in Lombardia: cresce il commercio, cala l’edilizia

Da un’analisi dell’Osservatorio di
ANCL SU Lombardia, Associazione Nazionale Consulenti del Lavoro – Sindacato Unitario
Lavoro in Lombardia: cresce il commercio, cala l’edilizia
In Lombardia una lenta crescita degli organici (3 per cento) è prevista nel 2017 per il settore commercio all’ingrosso e al dettaglio, mentre si prevede un calo in diversi settori, in particolare nel settore edilizia. Lo rivela un’analisi dell’Osservatorio di ANCL…

Da un’analisi dell’Osservatorio di ANCL SU Lombardia, Associazione Nazionale Consulenti del Lavoro – Sindacato UnitarioLavoro in Lombardia: cresce il commercio, cala l’edilizia In Lombardia una lenta crescita degli organici (3 per cento) è prevista nel 2017 per il settore commercio all’ingrosso e al dettaglio, mentre si prevede un calo in diversi settori, in particolare nel settore edilizia. Lo rivela un’analisi dell’Osservatorio di ANCL SU Lombardia, Associazione Nazionale Consulenti del Lavoro – Sindacato Unitario. Dal survey emerge inoltre che riguardo i contratti proposti ai dirigenti e quadri lombardi, 3 intervistati su 4 ritengono che il lavoro temporaneo sia un buon strumento per portare a bordo candidati talentuosi e competenti. Quattro selezionatori su cinque (84%) si aspettano dai lavoratori temporanei notevole flessibilità e capacità di adattarsi più velocemente ai nuovi carichi di lavoro. “Uno dei settori in crisi invece è quello dell’edilizia – osserva Andrea Fortuna, presidente ANCL SU Lombardia – Nel settore commercio in genere (dettaglio e ingrosso) tra cessati e assunti il livello occupazionale rimane quasi costante, con un leggero aumento. Come pure nel settore turismo/pubblici esercizi (ristorazione e bar). Segnali più decisi di crescita nei servizi alle imprese, quali grafica e informatica e finanziario. Il settore industriale produttivo metalmeccanico rimane ancora fermo, con situazioni critiche in aree dove nel corso dello scorso anno si sono viste chiudere o trasferire parecchie aziende. Inoltre ci sarà da verificare la tenuta dei contratti a tempo indeterminato stabilizzati, stipulati nel 2015 con l’esonero contributivo triennale e poi biennale nel 2016. Tra la fine del 2017 e nel 2018, infatti, gli esoneri verranno a cessare, con un maggior aggravio di costi per le aziende. Quest’ultime dovranno verificare la sostenibilità dell’aumento di spesa per il personale dipendente, anche con livelli di commesse e ordinativi che stentano a crescere, almeno in questo primo mese del 2017” conclude Fortuna.  
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