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Pubblicato il: 12 Novembre 2018 alle 0:31

Bergamo: per autoriciclaggio sequestrati 25 milioni di euro di beni

A un imprenditore bergamasco, finito agli arresti domiciliari con accuse di autoriciclaggio e false attestazioni nell’ambito della voluntary disclosure, sono state sequestrate opere d’arte e disponibilità finanziarie per un valore di 25 milioni di euro.

I militari del Comando Provincialedella Guardia di Finanza di Bergamo hanno tratto in arresto un imprenditorebergamasco e sequestrato nei suoi confronti opere d’arte e disponibilitàfinanziarie per un valore complessivo stimato in oltre 25 milioni di euro.   
lprovvedimenti cautelari, firmati dal G.I.P. del Tribunale di Bergamo dott.Massimiliano Magliacani, sono stati emessi all’esito di un’indagine, coordinatadal Procuratore della Repubblica Dott. Walter Mapelli e dal SostitutoProcuratore Dott. Emanuele Marchisio, tesa a far luce sulla procedura dicollaborazione volontaria, nota come voluntarydisclosure, a cui l’indagato ha fatto ricorso per fare emergere le propriedisponibilità detenute oltre confine. 
Isospetti sono nati quando l’imprenditore, dopo pochi giorni dall’avvio di unaverifica fiscale nell’ottobre 2015, ha deciso di ricorrere alla voluntary, per regolarizzare un ingentepatrimonio in opere d’arte. 
L’attivitàinvestigativa, condotta dai finanzieri del Nucleo di Polizia EconomicoFinanziaria di Bergamo anche attraverso intercettazioni telefoniche,accertamenti bancari, perquisizioni e assunzione di testimonianze, haconsentito di raccogliere una serie di elementi per ritenere la procedura diemersione viziata da false attestazioni, fattispecie che la legge punisce conla reclusione fino a sei anni. In base all’ipotesi accusatoria, la personasottoposta alle indagini si sarebbe definita collezionista per versare al Fiscoun importo ridotto, nascondendo la sua reale posizione di imprenditore nelsettore delle opere d’arte, agendo anche attraverso società nazionali ed estereper commercializzare sculture e dipinti d’autore. 
L’uomodeve anche rispondere del reato di autoriciclaggio, per aver ceduto ad una suacliente, la cui posizione è attualmente al vaglio degli inquirenti, parte delleopere, ad un valore complessivo di oltre 11 milioni di euro, mettendole adisposizione la provvista necessaria all’acquisto. La condotta incriminatasarebbe avvenuta grazie ad una serie di operazioni societarie poste in esserecon l’intento di ostacolare l’identificazione e la provenienza dei preziosibeni.
L’AutoritàGiudiziaria ha disposto nei confronti dell’indagato, ai fini cautelari, ilsequestro diretto dei beni oggetto di rimpatrio, si tratta di 77 pezzi tra iquali dipinti di noti artisti come Hayez,Brueghel, Vanvitelli, Manzoni,Fontana e Boldini, nonchè il sequestro per equivalente di ulteriori benie disponibilità, fino alla concorrenza di 11 milioni di euro, ossia il profittodel reato di autoriciclaggio contestato, motivo per il quale i finanzieri hannobloccato i conti correnti dell’imprenditore e cautelato ulteriori 200 traquadri e sculture di autori del calibro di Canaletto, Modigliani, Burri,Arcimboldi, Cerruti, Pomodoro, Baschenis.     
L’operazione di servizio condottadalla Guardia di Finanza e dalla Procura della Repubblica di Bergamo giunge apochi giorni da un altro sequestro – 9 milioni di euro – sempre collegato allefalse attestazioni nella procedura di regolarizzazione dei capitali detenutiall’estero. Un’ulteriore conferma dell’impegno del Corpo nel contrasto alleforme di evasione fiscale più gravi e difficili da smascherare, a tutela dellecasse dello Stato e dei contribuenti onesti, attraverso azioni che mirano alsequestro dei proventi illeciti.   

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