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Tutto quello che c’è da sapere sui fondi comuni d’investimento

Uno dei capitoli d’investimento più difficili da comprendere per il cliente è quello legato ai costi

 Gli investitori che per la prima volta si affacciano al complesso universo finanziario spesso si trovano davanti ad una serie infinita di sigle e prodotti, con caratteristiche differenti. Tanti grafici, andamenti fortemente oscillanti e una serie di operazioni e asset da studiare a fondo. L’approccio con ogni probabilità sarà abbastanza traumatico, anche all…Uno dei capitoli d’investimento più difficili da comprendere per il cliente è quello legato ai costiGli investitori che per la prima volta si affacciano al complesso universo finanziario spesso si trovano davanti ad una serie infinita di sigle e prodotti, con caratteristiche differenti. Tanti grafici, andamenti fortemente oscillanti e una serie di operazioni e asset da studiare a fondo. L’approccio con ogni probabilità sarà abbastanza traumatico, anche alla luce della scarsa conoscenza della materia del popolo italiano, come certificato anche da alcune . La prima conseguenza di questa mancanza di cultura finanziaria è l’individuazione di un promotore o consulente, che consiglia al meglio il proprio cliente verso un fondo da sottoscrivere: semplificando il processo, il cliente deterrà una parte delle quote complessive e quindi anche il suo profitto sarà proporzionato a tale somma. L’ intermediazione di un consulente ha quindi generato il successo dei Fondi Comuni d’investimento, che dà anche la possibilità di investire in Società d’Investimento a Capitale Variabile – conosciute con l’acronimo di Sicav – con l’unica differenza che in questo caso si entra a far parte della società. L’investitore potrà scegliere diverse tipologie di fondi, a seconda del prodotto in cui investono gli stessi: azionari, obbligazionari, bilanciati (che si suddividono tra azioni e obbligazioni), fondi liquidità della durata massima di sei mesi e fondi flessibili, in cui è possibile investire valutando l’andamento dei mercati finanziari. Tra i fondi, il cliente utilizza maggiormente quelli aperti, la cui caratteristica principale è la possibilità di ingresso di nuovi investitori in qualsiasi momento, previo acquisto delle quote di un fondo e dunque dopo aver accresciuto il capitale della Società di Gestione di Risparmio. Tali SGR, come spiegano gli esperti di Borsa Inside, sono obbligate dalla loro natura a districarsi tra i vari asset del mercato e tra le differenti tipologie di attività finanziarie al solo scopo di generare un profitto dall’intera quota dei fondo. Il cliente risulta essere protetto dai controlli incrociati della Consob e dellaBanca d’Italia, che hanno il compito di vigilare su rischi, stabilità patrimoniale e contenimento del rischio, nonché di evitare che i soldi dei sottoscrittori finiscano nelle mani di eventuali creditori. Uno deicapitoli d’investimento più difficili da comprendere per il cliente è quello legato ai costi. A seconda del fondo che si decide di sottoscrivere, è necessario retrocedere una piccola parte al promotore e alla rete di collocamento dei fondi, alla banca in cui è depositato il fondo e alla società che gestisce lo stesso. Oltre ai già noti costi di gestione, talvolta il cliente può vedersi addebitare sia costì d’ingresso e d’uscita – non sempre sono applicati – che commissioni legate alle performance. È consigliato quindi prestare molta attenzione ad ogni parte del contratto che si sottoscrive, onde evitare poi nel futuro spiacevoli incomprensioni. Le note liete per i risparmiatori riguardano invece i benefici legati ai fondi comuni d’investimento. Si parte dalla diversificazione, un concetto ormai diffuso nel mondo finanziario ma difficile da comprendere per i neofiti, che in questo modo non dipenderanno più da un singolo strumento e potranno ridurre i rischi. Si può inoltre avere accesso a fondi molto particolari, solitamente non così accessibili per chi dispone di piccole cifre ma, soprattutto, è possibile contare sulla competenza e sulla professionalità delle SGR, che attraverso il proprio team hanno l’obiettivo di incrementare i profitti. Quest’ultimo punto comporta però un importante grado di fiducia nei confronti dei consulenti ed è proprio su questo punto che i risparmiatori gradirebbero più chiarezza e trasparenza.

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