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LOMBARDIA. BANCA DEL LATTE,MARONI: ESEMPIO DELLA GENEROSITÀ LOMBARDA

LOMBARDIA. BANCA DEL LATTE,MARONI: ESEMPIO DELLA
GENEROSITÀ LOMBARDA
PRESIDENTE A INAUGURAZIONE:EFFICACIA MODELLO PUBBLICO-PRIVATO
“UN ULTERIORE TASSELLO DELLA NOSTRA ECCELLENTE SANITÀ”
(Lnews – Milano, 08 apr) “Questa iniziativa è il risultato dell’efficace
collaborazione tra pubblico e privato, un’attitudine bellissima che
abbiamo in Lombardia, dove pubblico e privato lavorano insieme per
realizzare iniziative di eccellenza come queste. È lo spirito lombardo:
fare del bene per il piacere di farlo, per aiutare chi ha più bisogno di
noi, senza aspettarsi un ritorno, anche per questo ringrazio la famiglia
Caprotti, che ha reso questa realizzazione e lo ha fatto come atto
d’amore e non per farsi pubblicità, e grazie anche alla Mangiagalli per
l’impegno che ci ha messo e che ci metterà di certo”. Lo ha detto il
presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, questa mattina,
all’inaugurazione della Banca del latte umano Donato, alla clinica
Mangiagalli di Milano.
SANITÀ CON LA ‘S’ MAIUSCOLA- “È un altro servizio importante, che
mettiamo a disposizione di chi ha bisogno – ha proseguito il presidente
-, un’altra componente dell’eccellenza lombarda, e noi lavoriamo
perché questa eccellenza migliori sempre di più e si affermi come
modello anche per le altre Regioni. Qui c’è la sanità con la ‘s’
maiuscola”.
CREARE UNA RETE – “Do la disponibilità della Regione Lombardia ad
avviare iniziative simili – ha aggiunto il presidente – perché si sviluppi una
rete, in tutta la Lombardia. È lo spirito che contraddistingue la nostra
Evoluzione del sistema sanitario, che vogliamo appunto fare evolvere,
facendo in modo che si adegui ai cambiamenti nelle esigenze della
popolazione, con un sempre maggiore allungamento dell’età e con
sempre più cronicità, passando dal ‘curare’ al ‘prendersi cura’”.
PUNTI NASCITA LOMBARDI VANNO TENUTI APERTI – “Siamo molto
impegnati e attenti sul fronte della natalità e l’ho ribadito o scorso
lunedì al ministro Lorenzin, a cui ho parlato anche dei nostri punti
nascita – ha detto ancora Maroni -, perché la legge nazionale prevede
che quelli sotto i 500 parti l’anno vengano chiusi perché non sono sicuri.
Noi ne abbiamo 9 in Lombardia, che però si trovano in zone particolari
del nostro territorio, in cima a una valle per esempio, che, se venissero
chiusi, chi abita lì sarebbe costretto a fare decine e decine di
chilometri. Io voglio tenerli aperti, garantendo però la sicurezza. Per fare
questo servono due cose: l’impegno finanziario della Regione, e quello
c’è, ma, per mettere in sicurezza i punti nascita, la disponibilità di chi,
come voi, può mettere a disposizione la sua esperienza, per supportare
e fare appunto rete, per poi arrivare a esportare il nostro modello
anche nelle altre Regioni d’Italia”.
“Questo è l’investimento che voglio fare” ha concluso il
presidente. (Lnews)

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