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Pubblicato il: 31 Marzo 2016 alle 0:07

Immigrazione, Foad Aodi (AMSI): “Più servizi e prevenzione nella Sanità e nella sicurezza lavorando sull’integrazione”

Immigrazione, Foad Aodi (AMSI): “Più servizi e prevenzione nella Sanità e nella sicurezza

lavorando sull’integrazione”

“No all’istigazione all’odio inter-religioso. Condanniamo duramente l’ennesimo attentato che ha colpito civili e bambini, proponendo delle soluzioni culturali e socio-sanitarie con il maggior coinvolgimento delle Comunità ed Associazioni competenti in materia di Sanità, immigrazione e cooperazione internazionale “: è il commento indignato di Foad Aodi, Presidente dell’Associazione dei Medici di Origine Straniera AMSI e Focal Point italiano per l’Alleanza delle Civiltà Unaoc-ONU, all’esplosione avvenuta domenica all’ingresso di un parco per bambini a Lahore rivendicato dai talebani. La strage ha provocato la morte di oltre 70 persone e oltre 300 feriti, la maggior parte dei quali sono donne e bambini.

 Segue  nelle parole di Aodi l'appello al Presidente Matteo Renzi e ai Rappresentanti del Governo: "Dai drammatici attentati di Bruxelles e del Pakistan  urge un'Autorità che sia dedita  allo sviluppo ed al coordinamento delle  politiche di integrazione,   alla prevenzione nella Sanità e nella sicurezza,  in collaborazione con tutti i Ministeri competenti. Ci auspichiamo - prosegue- che il nostro Presidente del Consiglio e tutti i Rappresentanti del Governo italiano possano valutare tale proposta. Per valorizzare la buona convivenza ed il buon grado di integrazione in Italia rapportato con gli altri Paesi Europei,  è necessario, inoltre,  riconoscere il diritto alla salute a tutti gli immigrati, anche a coloro che siano sprovvisti di permesso di soggiorno. Alcune di queste persone possono vivere una crisi di identità, sociale e  psicologica ancora prima che economica,  nel corso della quale possono avvicinarsi  alla così detta "zona grigia", quella che rappresenta  un rischio per la crescita del fenomeno del terrorismo e delle sue nuove reclute. Solo recuperando queste vite  in Italia, in Europa e nei Paesi Euro-Mediterranei, offrendo loro  servizi socio- sanitari adeguati e tempestivi, disponibili nelle diverse lingue oltre che  consulenze psicologiche strutturate,  impugneremo uniti a tutti i Paesi Arabi e all'Occidente una nuova grande arma contro il terrorismo".
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