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Busto,SABATO IN BIBLIOTECA SI PARLA DI CIVISMO POLITICO CON STEFANO ROLANDO

presentazione libro 30 gennaio
Comunicato stampa n. 27 del 25 gennaio 2016
OGGETTO: SABATO IN BIBLIOTECA SI PARLA DI CIVISMO POLITICO CON STEFANO ROLANDO
In vista delle prossime elezioni amministrative, l’Amministrazione propone un incontro di approfondimento sul tema del civismo politico. Sabato 30 gennaio, alle 17.30 nella sala Monaco della Biblioteca G.Roggia il sindaco Farioli si confronterà con Stefano Rolando, autore del libro pubblicato da Rubbettino editore, nell’ ottobre 2015 “Civismo politico. Percorsi, conquiste, limiti”.
Stefano Rolando è professore universitario (docente di Comunicazione pubblica e politica) ed è stato manager in ambito istituzionale (Stato e Regioni) e nel sistema di impresa (in particolare Rai e Olivetti). Da alcuni anni si è concentrato sul laboratorio del civismo politico, partecipando con responsabilità e volontariato – a Milano, a Roma, nel Mezzogiorno – ad esperienze legate all’iniziativa elaborativa, educativa, di organizzazione del consenso, di ambiti della cultura riformista e democratica senza aderire a partiti ma stabilendo con essi dialogo e critica costruttiva. In questo libro ha raccolto testi significativi che hanno accompagnato in questi anni tale attività. Sulla materia ha scritto La buonapolitica (Rubbettino, 2012), i dialoghi con Giuliano Pisapia (Due arcobaleni nel cielo di Milano, Bompiani 2011, prefazione di Ferruccio De Bortoli ) e con Umberto Ambrosoli (Liberi e senza paura, Sironi 2012) e i saggi Comunicazione pubblica per una grande società (Etas, 2010) e Comunicazione, poteri e cittadini (Egea, 2014). Al tema delle identità territoriali ha dedicato il libro Citytelling-Raccontare le identità urbane, prefazione di Gianluca Vago (Egea, 2015).
Come osserva l’autore, Civismo politico è stato scritto nel 2015 con tre principali propositi: “ricapitolare un’esperienza partecipativa diretta, messa in atto dal 2010 soprattutto a Milano attorno all’idea che nella crisi (funzionale e di reputazione dei partiti) l’organizzazione civica non può limitarsi alla “protesta” o alla “specificità tematica”, ma può essere sostegno della democrazia in forma più ampia, fino alla proposta elettorale e all’assunzione di responsabilità, ove esistano i requisiti di competenza e senza trasformare quella competenza in un “professionismo a vita della politica”; ragionare sulle radici lontane (culturali e civili) del civismo politico in Italia e sui diritti costituzionali del cittadino in ordine alla democrazia partecipativa; inventariare gli obiettivi raggiunti e, al tempo stesso, indicare i limiti di queste positive esperienze che richiedono di tentare la via di alleanze pur se critiche con i partiti, ma tese anche a far maturare responsabilità “civili” nel quadro politico più generale”.
Il libro guarda anche alla realtà italiana prossima in cui Milano, Roma, Napoli e Genova andranno al voto amministrativo in condizioni assai diverse ma in cui la tenuta del civismo politico progressista può essere determinante per gli esiti e per l’individuazione di classe dirigente. Tra i capitoli del libro anche sintesi e testi riguardanti tre esperienze elettorali in chiave civica (regionali 2010 in Lombardia, amministrative a Milano nel 2011 a sostegno di Giuliano Pisapia, regionali 2013 in Lombardia a sostegno di Umberto Ambrosoli).
Nel retro di copertina è scritto:
Un’idea semplice e chiara: il civismo politico ha un principale nemico, il cinismo politico.
Un libro scritto con la responsabilità di chi studia e insegna unita alla passione di chi partecipa. Sperimentando, in particolare a Milano, un azionariato morale del cambiamento.

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