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Pubblicato il: 21 Dicembre 2015 alle 21:31

Qualità Vita Ricerca – Varese

«La pubblicazione da parte del Sole 24 Ore dell’annuale ricerca sulla qualità della vita rappresenta un’ormai consolidata e preziosa occasione di confronto anche per delineare al meglio quelle politiche di supporto al sistema economico varesino che sono al centro dell’impegno della Camera di Commercio» evidenzia il presidente Renato Scapolan prima di esprimere una moderata soddisfazione per il miglioramento di ben dieci posizioni in classifica che Varese ha registrato nel passaggio tra il 2014 e quest’anno. «Sono convinto che l’impegno indefesso delle nostre imprese e dei nostri operatori economici sia il vero motore di questa crescita. Resto altrettanto sicuro che il nostro sistema abbia ulteriori eccellenze che non sempre si manifestano nella necessaria sintesi espressa da una ricerca di questo tipo».
Un caso eclatante è dato dalla categoria “spirito d’iniziativa imprenditoriale” dove, aggiunge Scapolan, «…siamo in presenza di un’evidente distorsione informativa: in testa alla classifica parziale relativa a questa categoria il Sole 24 Ore colloca Olbia-Tempio Pausania mentre Varese è addirittura al 103° posto…». Come è possibile ciò? «Questo succede se si prende in considerazione il rapporto tra numero di imprese e abitanti –afferma il segretario generale Mauro Temperelli –. Così, si penalizzano aree ad alta intensità di popolazione residente come Varese. Se invece si considerasse il rapporto tra numero di imprese e chilometri quadrati, i risultati sarebbero ben differenti, riportando il nostro sistema economico al posto che gli compete a livello nazionale. Varese registra infatti 51,7 imprese operative per chilometro quadrato, ben al di sopra della media nazionale, pari a 17,1, ma anche di quella lombarda, con 34,1 aziende ogni mille metri quadrati. Letta la classifica in questo modo ed escludendo le grandi aree metropolitane di Milano, Roma e Napoli, il Registro Imprese ci dice che Varese si pone al quarto posto tra le province italiane dietro soltanto a Monza, Prato e Trieste».
Questa peraltro non è la sola distorsione informativa presente nella ricerca: «Pensiamo anche alle cifre sulla disponibilità di reddito – riprende Scapolan –. Non si considerano le risorse che i frontalieri garantiscono giorno dopo giorno al nostro territorio. Quello che ci propone il Sole 24 Ore è insomma uno strumento prezioso, ma occorre valutarne i risultati con la giusta attenzione e considerandoli secondo una visione che escluda quelle distorsioni che sono presenti. Questo anche per garantire a tutti i nostri operatori economici la giusta considerazione».
In buona sostanza, basterebbero solo queste due evidenze, relative a densità imprenditoriale e reddito pro-capite, per far salire Varese nella classifica generale. Il tutto senza considerare altre situazioni che meriterebbero anch’esse seri approfondimenti.
 
 
 
 
 
 
Antonio Franzi
 
Camera di Commercio Varese

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