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I danni dell'Europa

Legge di Stabilità
Segue parte della Legge in cui si precisa quanto potrebbe accadere :
“Il comma 35 subordina l’efficacia dell’abbassamento delle aliquote IRES e ritenuta sugli utili, previsto per l’anno 2016, al riconoscimento in sede europea dei margini di flessibilità correlati all’emergenza derivante dai flussi di immigrazione e della conseguente coerenza con la disciplina ARTCOLO 1, COMMI 33-37 51 europea di un obiettivo di indebitamento programmatico fissato in misura superiore al 2,2 per cento e, comunque, nella misura necessaria alla loro copertura. Si dispone inoltre che, in caso di mancato riconoscimento, in sede europea, dei suddetti margini di flessibilità per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2015 continuano ad applicarsi le aliquote vigenti alla medesima data (27,5 per cento e 1,375 per cento, rispettivamente). Ai sensi del successivo comma 36, in caso di mancato riconoscimento, in sede europea, dei predetti margini di flessibilità, per l’anno 2017, le risorse non più necessarie per la copertura degli oneri derivanti dalle riduzioni IRES e sulle ritenute (di cui ai già menzionati commi 33 e 34) confluiscono nel Fondo per far fronte ad esigenze indifferibili, istituito dall’articolo 1, comma 200 della legge di stabilità 2015. Ai maggiori oneri, valutati in 171,7 milioni di euro per l’anno 2018, si provvede mediante corrispondente riduzione lineare delle dotazioni finanziarie di parte corrente delle missioni di spesa di ciascun ministero, ai sensi delle norme sulla contabilità generale, per quanto riguarda le spese rimodulabili (articolo 21, comma 5, lettera b), della legge 31 dicembre 2009, n. 196). Al riguardo, la relazione tecnica precisa che il mancato riconoscimento della flessibilità in sede europea comporta che non venga applicata la minore aliquota e, di conseguenza, per il 2016 e il 2017 vi siano minori oneri in termini di IRES (rispettivamente pari a 2,6 miliardi e 871 milioni di euro). I risparmi previsti per il 2017 confluirebbero nel richiamato Fondo per esigenze indifferibili. Dal mancato riconoscimento dei margini di flessibilità deriverebbero, tuttavia, maggiori oneri IRPEF e addizionali per il 2018, derivanti dal minor gettito in termini di dividendi e plusvalenze richiamati sopra, che viene stimato in 171,1 milioni e coperto mediante le predette riduzioni lineari.”
Se i nostri parlamentari in sede europea, e il nostro Premier non dovessero avere lo spazio e l’agibilità politica per fare passare la flessibilità prevista, ci saranno sicuri aumenti di Irpef e addizionali.
Le forze politiche presenti in Europa facciano fronte comune e intervengano onde evitare i contraccolpi previsti in caso di bocciatura della Legge di Stabilità.
Giuseppe Criseo
Varese Press

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