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Le tossine nelle verdure

FITOCOMPOSTI ORMETICI ED ALIMENTAZIONE:
Verdura e frutta spesso contengono tracce di tossine, fitocomposti che possono arrecare danni al nostro organismo, la tossicità di molte sostanze resta comunque in funzione della dose assorbita.
Per poter sopravvivere i vegetali, hanno dovuto svuluppare dei mezzi per non farsi distruggere, in centinaia di milioni di anni sono arrrivati a produrre “pesticidi” di origine naturale.
Talune sostanze, non sempre portano a morte gli insetti, per la pianta la differenza è minimale riguardo alla morte o meno del potenziale predatore: ciò che conta realmente è che questo non torni più.
Nella stragrande maggioranza dei casi il target preferito da queste tossine è il sistema nervoso del predatore, per la pianta i predatori naturali sono rappresentati dagli insetti e dai primati, fra anche cui i nostri antenati ancestrali i quali si nutrivano di bacche,radici e foglie.
Ecco quindi che in uno scenario di questo tipo le piante divenivano lentamente in alcuni casi cibo, in altri farmaco.per adattarci abbiamo sviluppato un sistema di allerta, spesso il sapore amaro di talune sostanze tossiche vegetali (frequentemente glicosidi), o le proprietà emetiche di queste suggerisce di non mangiarle.
Dagli studi farmacologici e tossicologici condotti possiamo affermare che alcune sostanze vegetali tossiche se consumate in piccole quantità anche nell’alimentazione umana possono avere proprietà ormetiche, cioè avere proprietà benefiche (vedi grafico).
L’andamento bifasico delle sostanze ormetiche es.fitocomposti, appare molto diverso dalla curva di alcune tossine o metalli pesanti es. Mercurio, estremamente dannosi a dosi basse.
Il grafico evidenzia un effetto bifasico, molti organismi e/o sistemi biologici se esposti ad un’ampia gamma di stimoli mostrano risposte opposte a seconda della dose. Non è chiaro perché questo
avvenga, ma le evidenze scientifiche più recenti inducono a considerare l’ormesi come una possibile funzione adattativa.
Studi in modelli murini di Alzheimer condotti sulla curcumina, sostanza contenuta in diverse spezie tra cui alcuni tipi di curry, evidenziano una riduzione dei danni e di accumulo β-amiloide.
Inizialmente si pensava che la curcumina agisse direttamente riducendo il numero di radicali liberi responsabili dello stress ossidativo a livello cerebrale, ulteriori indagini hanno però evidenziato come la curcumina, induca un lieve stato di stress nelle cellule cerebrali,scatenando successivamente la produzione di enzimi antiossidanti in grado di decrementare sia l’accumulo di proteine tossiche che la produzione di radicali liberi.
Luca Emanuele Bossi

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