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Gea associazione contro la violenza sulle donne Varese

comunicato stampa Gea associazione contro la violenza sulle donne Varese ……”VIOLENZA DOMESTICA UDIENZA DEL 5 AGOSTO IN TRIBUNALE A VARESE INTERVENTO DI ASSOCIAZIONE GEA DI VOLONTARIATO CON DUE GUARDIE DEL CORPO PER GARANTIRE SICUREZZA DELLA DONNA ALL’INTERNO E ALL’ESTERNO DEL TRIBUNALE ordine di protezione ed allontanamento per convivente violento. Durante l’udienza di stamattina a seguito di un malore , è intervenuta anche l’ambulanza In prima battuta Il Tribunale di Varese ha disposto l’allontanamento e l’ordine di protezione per il convivente di una donna abitante nel luinese che ha subito per mesi violenze domestiche. L’udienza di convalida dell’ordine di protezione si è tenuta successivamente e la donna maltrattata assistita dall’avvocato Furio Artoni ha raccontato e spiegato una situazione agghiacciante per quanto riguarda molestie fisiche, sessuali e psicologiche che hanno determinato la necessità di far assistere la donna durante il periodo di permanenza nei pressi del tribunale dall’associazione di volontariato GEA. Le dichiarazioni della donna rese diffcoltose dalla presenza del convivente hanno causato alla stessa un malore e probelmi a rendere una lucida deposizione. La medesima associazione volta alla tutela delle donne che subiscono violenza ha messo a disposizione della donna maltrattata due volontari dell’associazione che si sono resi disponibili ad accompagnarla nel periodo di permanenza in tribunale e all’esterno di esso al fine di evitare ogni situazione di rischio per la incolumità della stessa. La “scorta” della donna maltrattata assicurata dall’associazione GEA con sede in Varese ha permesso alla signora di partecipare con maggior serenità all’udienza , infatti la stessa voleva rinunciare a presenziare per la paura di incontrare il proprio ex convivente. Il Tribunale ,ha disposto in prima istanza la presenza della forza pubblica per garantire la sicurezza delle parti, tutttvia in sede di udienza non vi era alcun rappresentante delle forze dell’ordine. I messaggi estremamente crudeli inviati col telefonino dall’uomo sono stati oggetto di valutazione da parte del tribunale In seguito , il nuovo giudice , ha deciso di revocare l’ordine di protezione sulla base delle dichiarazioni poco chiare della donna che non erano accompagnate da una datazione precisa. Tale circostanza fa comprendere come il Tribunale non sia stato adeguatamente preparato ad ascoltare ed assistere una donna vittima di violenza con una evidente fragilità anche nel ricostruire episodi drammatici La presidente dell’associazione di volontariato GEA avvocato Alessandra Sisti ha espresso la necessità di un intervento anche del legislatore al fine di sopperire alle carenze di un’assitenza deguata alle vittime. Il referente Gea per la sicurezza, Walter Piazza, ha curato l’assistenza tecnica ed il servizio di protezione. E’ in corso da parte della associazione GEA un progetto per garantire alle vittime di violenza una tutela continuativa garantendo con opportuni strumenti tecnologici un’ assistenza costante della donna maltrattata .
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