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Corrado Passera, candidatura inaspettata

 

Quella candidatura che (non) ti aspetti: Corrado Passera
Scritto da  Claudio Bollentini
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Il pastone dei giornali che seguono le vicende e le manovre per le candidature a sindaco di Milano è in gran parte formato dai soliti ingredienti: primarie si, primarie no, candidati civici si o no, equilibri da preservare tra i partiti delle coalizioni, ingerenze della politica nazionale, tizio o caio corrono oppure no e via discorrendo di svariate e scontate amenità e pettegolezzi. Dimenticandosi forse che qualcuno si è già e per davvero candidato. Come Corrado Passera. Prendo spunto sull’argomento dal bel editoriale di Fabio Massa su affaritaliani ricavandone considerazioni più da spin doctor e comunicatore che da analista politico. La candidatura dell’ex banchiere è stata presa sottogamba e, volutamente o meno, snobbata dai più. Ricorda il primo Albertini o Pisapia. Candidati a loro modo anomali, ai più sconosciuti, non certo in testa alle liste dei bookmakers. Anomali per provenienza, per collocazione politica, per curriculum, considerati a suo tempo sicuramente non come carte di riserva, ma jolly in grado di accontentare il maggior numero di seguaci delle rispettive coalizioni. Quei candidati che risolvono l’inveterato busillis del far quadrare gli interessi di chi ti candida con il maggiore impatto possibile a livello elettorale. Corrado Passera ha tutte le carte in mano per spaventare chiunque si avventuri a fargli da consulente politico. Ex banchiere, e la categoria non gode di particolare appeal negli elettori, esperienza politica ridotta al ministero nel governo Monti, il più inviso dagli italiani. Dalla sua ha però una ottima caratura personale, personaggio colto, rigoroso, serio, professionale, mai banale e superficiale. Come dire, deve saltare fuori il Passera personaggio in sé, che parla alla testa e non alla pancia, che guarda avanti. Sul passato meglio soprassedere. Ha fondato un partito, Italia Unica, ha girato l’Italia per capire cosa fare e dove posizionarsi, ha proposto qualcosa e alla fine, prima dell’estate, ha deciso di mettersi in gioco sulla piazza più complicata, ma anche quella con maggiore visibilità, ossia Milano, in ottica elezioni amministrative, candidandosi a sindaco. Abbiamo detto persona rigorosa ed infatti il suo percorso sembra uscito da un business plan più che dal cuore e dalla passione, ma Milano ama anche o soprattutto persone di questo taglio. Una candidatura ancora debolissima, impalpabile, ma concretizzatasi nel vuoto assoluto, nella confusione degli schieramenti potenziali avversari. E in politica, si sa, muoversi in uno spazio vuoto, anche se non sei nessuno e non sai ancora bene cosa comunicare, ti porta un sicuro vantaggio magari più tattico che strategico e perché no attenzione ed interesse, se non curiosità, tutti elementi che alla fine lasciano sempre in saccoccia qualche voto. Corrado Passera non è un carneade piovuto chissà da dove, non è uno sprovveduto o un dilettante, da buon banchiere attento ai numeri sta seguendo la sua traccia. Un voto alla volta, si contano così. Non ha fatto proclami e ha fatto bene perché chissà quante volte sarebbe stato costretto a cambiare idea, non si capisce ancora nei dettagli il suo programma, ma sta girando la città in ogni dove per valutare e prendere nota e intanto conoscere ambienti, quartieri e persone. Sta incontrando i partiti per cercare di allargare lo spettro delle possibili alleanze o aggregazioni. La partita infatti è importante al primo turno, ma anche gli apparentamenti al secondo turno sono altrettanto importanti. D’accordo i contenuti e le proposte, ma conterà molto il saperli comunicare e il come porsi di fronte alle richieste ed esigenze della gente. Le campagne elettorali non si vincono in piazza della Scala, ma in via Padova, sarà interessante vedere come il compassato ex banchiere riuscirà ad immedesimarsi in questa nuova parte e che tipo di copione interpreterà.

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