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Castelseprio, Livia Cornaggia lancia una proposta di crowfunding

E’ meravigliosa! E pensavamo di farne un modello tattile ligneo perchè tutti la possano conoscere. Che cosa ne dite, se lanciamo un crowdfunding per realizzarla, ci date una mano? Emoticon wink

foto di Storia Dell'arte.
foto di Storia Dell'arte.
"Fuga in Egitto"
"Adorazione dei Magi."
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Sulle alture intorno all’antico castrum di Castelseprio sorge la suggestiva chiesa di Santa Maria Foris Portas che cela al suo interno il ciclo di affreschi in assoluto più significativo e al tempo stesso enigmatico, in quanto episodio unico ed isolato, della storia della pittura medievale occidentale dedicato alle Storie dell’infanzia di Cristo. L’eccezionale qualità del complesso e l’impossibilità di inserirlo nella produzione medievale con riferimenti precisi ha suscitato un ampio dibattito critico che ha coinvolto i maggiori studiosi, inducendoli a formulare ipotesi di datazione che spaziano dal VI al XII secolo. Gli studi più recenti convergono per una cronologia intorno alla prima metà del IX secolo.
La piccola chiesa di Castelseprio presenta una semplice struttura di derivazione orientale con una navata unica triabsidata; sulla parete si dispiegano le scene con una vitalità e una scioltezza ormai perdute: l’alta qualità formale si spiega in parte con innesti bizantini sulla componente culturale presente nei codici miniati d’epoca carolingia la cui vivacità espressiva riaffiora nelle pareti della chiesetta. Il programma dottrinario del ciclo appare piuttosto complesso e denso di riferimenti che spaziano dai Vangeli canonici a quelli apocrifi come il protovangelo di Giacomo: gli episodi narrativi, incentrati sul dogma dell’Incarnazione, sono infatti inframmezati da immagini simboliche come l’ETIMASIA, il trono con la corona e la croce alludenti alla regalità di Cristo, ponendo così l’accento sulla doppia natura, umana e divina al tempo stesso, del Salvatore. Dal punto di vista stilistico la pittura è libera e movimentata: le figure si muovono con rapidità in uno spazio credibile e costruito con sicurezza dall’anonimo maestro che rinnova e rivitalizza un classicismo che pareva essersi affievolito sotto i colpi delle invasioni barbariche. L’artista reca in modo evidente l’impronta di una scuola bizantina anche se la scorretta iscrizione in lettere greche può far pensare ad un pittore latino. Altri aspetti rimandano invece alla cultura figurativa occidentale tra cui la disposizione su registri sovrapposti come a Mustair. Una delle caratteristiche peculiari degli affreschi di Castelseprio consiste nel recupero di uno spazio relae e tridimensionale nel quale le figure si muovono con un’inedita scioltezza: con precisione e sicurezza estrema sono infatti resi nell’episodio della FUGA IN EGITTO gli elementi architettonici allusivi alla città di Nazareth. Dal punto di vista stilistico la fluidità della narrazione trova riscontro nella coeva produzione dei codici miniati carolingi e in particolare nel Salterio di Utrecht.
L’episodio della NATIVITA’ E ANNUNCIO AI PASTORI occupa una posizione di particolare rilievo nell’ambito del ciclo: il programma è infatti in aperta polemica con il filone ariano ancora piuttosto diffuso in ambiente lombardo. L’ADORAZIONE DEI MAGI è una scena di sovrana grandezza, simbolo del rinnovato slancio della pittura occidentale di cui la miniatura carolingia è l’altro sorprendente aspetto. L’artista dimostra un’eccezionale sensibilità alle trasparenze dei colori, all’uso delle scorciature propsettiche, alla collocazione delle figure nello spazio, all’importanza della narrazione.

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