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gli altri siamo noi

Pubblicato il: 21 Luglio 2015 alle 16:44

Bonalberti, intervento su Rovereto

Avevamo appena compiuto un piccolo passo in avanti con l’incontro dei laici e popolari a

Rovereto di Sabato 18 Luglio scorso che, subito, qualche amico si preoccupa di presunte fughe

in avanti, pronto a rivendicare primogeniture obsolete e prudenze fuorvianti rispetto a

quanto sta accadendo nella politica italiana ed europea.

L’amico sen. Ivo Tarolli aveva ben sintetizzato quanto avevamo discusso nella casa del beato

Rosmini, sabato scorso, inviandoci questo appello: “Se vogliamo d’avvero che tale incontro

costituisca lo spartiacque con i passati 22 anni di frammentazione e di irrilevanza, ognuno deve

impegnarsi, in questa fase, a promuovere una grande operazione culturale! Attraverso la

Costituzione di Gruppi Civici Territoriali! La sollecitazione di incontri! Dibattiti! E contributi sia

sulla stampa che nelle televisioni, utilizzando anche le straordinarie opportunità del web.”

Parole che sono suonate come dolci note musicali alle orecchie di chi come me, don chisciotte

nella lunga stagione della diaspora (1994-2007) e senza maschera, dalla formazione dei

circoli Insieme e di ALEF ( Associazione Liberi e Forti), si è sempre battuto per la

ricomposizione dell’area popolare con motivazioni certamente non riconducibili e/o riducibili

a inconcludenti e regressivi sentimenti nostalgici.

Sono, infatti, da sempre convinto che, nel deserto delle culture politiche che hanno

caratterizzato la seconda Repubblica (1994-2011) e in questa trasformistica fase di passaggio

dal” golpe blanco” di Napolitano (Novembre 2011) ad oggi, la risposta più avanzata ai temi

posti dalla globalizzazione e dal dominio del turbo capitalismo finanziario, possa e debba

avvenire ancora una volta dagli orientamenti espressi dalla dottrina sociale della Chiesa e

dalla conseguente assunzione di laica e autonoma responsabilità da parte dei cattolici e di

tutti gli uomini di buona volontà nella “città dell’uomo”.

Permanere nella difesa delle piccole botteghe, case e casette più o meno credibili, seppur

amorosamente e con fatica costruite e custodite, non è solo anacronistico, ma,

oggettivamente, impediente la possibilità di concorrere seriamente alla costruzione del nuovo

soggetto politico di cui abbiamo discusso e convenuto prima, durante e continueremo a

discutere dopo Rovereto.

La pretesa, infine, come quella espressa dall’amico ex deputato europeo, On. Gemelli del

Nuovo CDU, di considerare documenti apocrifi quelli diligentemente diffusi dal sen Tarolli,

solo perché non hanno ricevuto l’approvazione di qualcuno dei presenti a Rovereto, è del

tutto fuori luogo e tale da non favorire il procedere del progetto. Al massimo si dovrà

prendere atto di un diverso grado di maturazione da parte di alcuni rispetto ai tempi di

realizzazione del progetto stesso.

Se l’amico Gemelli ascrive alla propria bella e apprezzata esperienza politica il merito di non

averla ridotta a mera espressione letteraria e verbale, ma fatta scendere nella realtà concreta

della verifica elettorale, vorrei sommessamente ricordargli quanto abbiamo saputo realizzare

anche noi Popolari del Veneto nelle recenti elezioni regionali a sostegno della lista Tosi ( 12%

in soli settanta giorni di campagna elettorale) e con l’entusiasmante vittoria della lista

Brugnaro, da noi appoggiata con la lista civica e popolare di Boraso, nel rinnovo del consiglio

Una ripartenza dal basso, quella operata con l’amico Mimmo Menorello, leader dei Popolari

per l’Italia del Veneto, con il quale abbiamo contribuito a redigere il Manifesto per un Veneto

Popolare che ritengo possa rappresentare una risorsa qualificante per l’insieme del

movimento dei Popolari italiani.

Ecco perché, raccogliendo la pur comprensibile prudenza di Gemelli, convinti come siamo che

non alberghi in lui alcun egoistico sentimento di solipsistica chiusura o, peggio, di malcelata

presuntuosa volontà di assorbimento amebico di tutti nel suo collaudato contenitore partitico,

oso sperare che prevalga nei più l’ottimismo della volontà sul pessimismo della ragione con

due indicazioni operative:

Primo, si costituisca da subito un comitato provvisorio paritetico a Roma, espressivo di tutte

le anime che hanno concorso alla preparazione e gestione dell’incontro di Rovereto, aperto

alla partecipazione di quanti non hanno potuto essere con noi in quella sede;

contemporaneamente, come con grande coraggio ha suggerito Tarolli, si proceda a far sorgere

ovunque sia possibile, dei Gruppi Civici Territoriali, autentiche comunità di partecipazione

popolare, laica e democratica tra cittadini che, condividendo la lettera appello ai Popolari

Italiani di Rovereto, nella loro autonoma appartenenza politico partitica, sono interessati a

concorrere a far nascere il nuovo soggetto politico di cui discutiamo da molto, troppo tempo.

Avendo consapevolezza, caro Gemelli, che, al di là delle nostre eventuali presuntuose e

frettolose aspirazioni o meditate e prudenti attese, la politica in Italia e in Europa corre con

tempi rapidissimi che non ci consentono strategie equivoche e a perdere, come quelle di un

passo avanti e due indietro.

 

Ettore Bonalberti

www.alefpopolaritaliani.eu

www.don-chisciotte.net

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