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I Repubblicani di Reguzzoni ( F.Sbardella)

INDOSSIAMO UNA MASCHERA ANTIGAS E COMPATTIAMO IL CENTRODESTRA

A Milano il 2 giugno 2015 al Teatro Nuovo nascono i Repubblicani.

Da una iniziativa del MIT Modernizare l’Italia, Sveglia il Centrodestra e Tea Party Italia,  con lo slogan “Il sonno è finito. Apriamo le danze” nasce l’evento fondativo dei Repubblicani.

A promuovere La “cosa” intervengono Marco Reguzzoni, protagonista storico della Lega Nord, Giacomo Zucco portavoce del Tea Party Italia, Enzo Raisi promotore del MIT Modernizzare L’Italia e , anche se solo in collegamento,  Nunzia de Girolamo del Ncd.

“Adesso vediamo la risposta dei leader dei principali schieramenti e io sono convinto che diranno di si. L’iniziativa di questo movimento parte dal basso e si rivolge a tutti i singoli cittadini ed anche alle forze politiche” sostiene Marco Reguzzoni.

“Come ogni cosa nuova offre delle opportunità, e se saranno accoglibili vedremo di infilare le nostre idee antistataliste all’interno di questo raccoglitore”dice Giacomo Zucco,  mentre Fabio Bertazzoli afferma che  “ come tutte le cose nuove non ha ancora una forma definita, ma vuole essere il contenitore di tutto il centro destra”

Enzo Raisi propone meno stato e più società e sopratutto “mandiamo a casa questi burocrati , ci vuole una dura dieta dimagrante per lo Stato, con il MIT abbiamo sempre lavorato per costruire una cosa unitaria, dipende tanto dai vari capi e capetti capire se è meglio fare un passo indietro e vincere le elezioni.

All’evento hanno portato  la loro testimonianza ed il sostegno anche Sindaci come Gigi Farioli di Busto Arsizio , Giacomo Chiappori di Diano Marina e Giovanni Schiappa di Mondragone che si lamentano di uno stato che non sa dare risposte, oltre ad  imprenditori  come Roberto Belloli che lamenta la difficoltà di fare impresa oggi in Italia.

È intervenuto anche Raffaele Cattaneo , Presidente del consiglio regionale lombardo a portare il suo contributo a sostegno dell’iniziativa ed Andrea Orsini di Forza Italia che sostiene“entro Forza Italia, a partire da Silvio Berlusconi, c’è una fortissima attenzione verso queste riflessioni. Dobbiamo abituarci a non essere troppo schizzinosi e imparare a  lavorare tutti insieme”

I vari tavoli allestiti per il dibattito sono al completo e la platea è affollata da persone interessate e coinvolte, anche  se non vi è la chiara percezione che, per unire il popolo del centrodestra, le varie componenti devono fare tutte un passo indietro per poter poi avanzare unite e coese. Se gli uomini e le donne del centrodestra italiano non fanno fronte comune sulla base di un programma condiviso su obiettivi comuni, il paese è destinato a non essere governato, ma gestito dai mestieranti della politica.

Bisogna condividere pochi punti molto qualificanti come , ad esempio, lo smagrimento drastico dello stato bulimico ed ingordo asservito ad una burocrazia fuori controllo che divora tutte le risorse disponibili senza nessuna ricaduta sui cittadini schiavi, oppure la riorganizzazione della struttura amministrativa che punti sostanzialmente su due livelli : il comune e lo stato, eventualmente con un livello intermedio di collegamento e mediazione che potrebbero essere le macroregioni.

In definitiva bisognerebbe recuperare il buon senso e la diligenza del buon padre di famiglia e le persone “ normali “ dovrebbero tornare ad occuparsi del governo del paese , ma con spirito di servizio e non con la spocchia, la prepotenza e la presunzione dei mestieranti della politica.

L’universo politico del centrodestra italiano brulicante di sigle , formazioni e associazioni che si guardano in cagnesco, con diffidenza ed in competizione deve dotarsi di maschere antigas e superare le differenze di odore e sapore tra i vari capi e capetti e lavorare , mano nella mano, con l’unico scopo di servire il paese, di aiutarlo ad evitare il baratro nel quale sta precipitando.

I miei migliori auguri per il quasi impossibile progetto di aggregazione, e la speranza che da questa cosa, utilizzando  maschere antigas, possa almeno crescere la riflessione sui veri problemi di questo paese che in questo momento sono molto poco ideologici o di principio, ma molto, molto pratici.

Fabrizio Sbardella

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