Cuasso vuole viaggiare in prima e a prenotare i biglietti ci pensano i Boars

La squadra di casa, trascinata dall’entusiasmo sulle gradinate, supera il combattivo Caravate e accarezza il sogno Prima categoria.

Cuasso al Monte, 6 maggio. La primavera piovosa sembra finalmente aver ceduto alle poderose cozzate del sole di Maggio. Diamo un’occhiata fugace all’orologio. Nonostante siano le 15 e 30 di una domenica, in centro paese non si vede anima viva e perfino fuori dal bar principale manca il consueto chiacchiericcio. Uno striscione troneggia a lato della strada e reca quello che ci appare subito come un imperativo categorico per ogni cuassese: “Tutti al Morini”. Sì, perché il Morini è l’impianto sportivo comunale e oggi si gioca la partita della vita, quella che aspetti da tanto, forse da troppo. La Juve, l’Inter e il Milan le puoi tifare, d’accordo, ma la Cuassese, se sei cresciuto qui, ti scorre nelle vene e quando sei là, sulle gradinate del Morini, arriva dritta al cuore. A venti o trent’anni, la Prima categoria non l’hai mai vista e perciò al Morini ci vai. Ci vai coi nervi tesi, con il cuore che ti scoppia in petto ma sei consapevole che, oggi, tu sei il dodicesimo uomo in campo. Noi, oggi, abbiamo fatto quello che ci diceva lo striscione e sulle gradinate ci siamo stati.

In campo squadre nervose - a dire il vero, soprattutto gli avversari, il Caravate – e  partita tesa. Il primo tempo ci si studia, mentre nel secondo arrivano i tre goal della Cuassese. Nell’ultima mezz’ora, il  grintoso Caravate – rimasto in nove – si lancia all’assalto disperato di un pareggio che arriva quasi a sfiorare. Ma 12 contro 9 non ce la puoi fare. Esatto, proprio 12, non avete sbagliato a leggere, perché sugli spalti c’è un’onda bianco-rossa che canta al ritmo del tamburo, accompagnata dalla cornamusa, quella che i Boars - gli irriducibili del Morini - riservano alle partite della vita. E la partita della vita finisce 3 a 2 per la Cuassese.

Si brinda, si festeggia ma già con la testa a domenica prossima: qui al Morini, infatti, arriva il San Michele, ultimo tornello da oltrepassare per uno spettacolare viaggio in prima.

Giulio Maria Grisotto

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