ANAC chiede spiegazioni a Provincia di Varese sui bandi per la gestione immobili e verde pubblico

L’Autorità Anticorruzione guidata da Cantone risponde all’esposto presentato mesi fa dall’esponente leghista Giuseppe Longhin.

La parola violazione è ripetuta 8 volte. Mancato rispetto, due. Assenza, una. Pagine pesanti come macigni, quelle che l’Autorità Anticorruzione indirizza a Provincia di Varese. Al centro dell’attenzione, il rinnovo dei bandi per la gestione del clima nei 56 immobili di proprietà dell’ente e del verde pubblico.

Sullo sfondo, l’esposto presentato mesi fa dall’esponente leghista Giuseppe Longhin, il quale contestava in particolare due aspetti: da un lato, l’allungamento dell’appalto; dall’altro, soprattutto, il costo dell’operazione, balzato da poco più di 20 a 37 milioni di euro più iva.

Nelle scorse ore, ANAC ha messo nero su bianco la propria severa bocciatura, contestando nel metodo e nel merito gran parte delle azioni decise dall’amministrazione Vincenzi.

E annunciato l’intenzione di inviare le carte a Corte dei Conti e Procura della Repubblica, affinché accertino gli eventuali danni e responsabilità.

Quindi, secondo l’autorità guidata da Raffaele Cantone, i rilievi di Giuseppe Longhin erano fondati: "Una soddisfazione? Tutt’altro, anzi, una doppia amarezza - spiega l’esponente leghista Giuseppe Longhin - Primo, perché avere ragione significa constatare che in gioco c’è il denaro del contribuente. Secondo, perché proprio nei giorni scorsi l’esponente del Carroccio si è dimesso dal consiglio provinciale. Spiace, pertanto, che l’ultimo atto che lo vede protagonista sia un’accusa a chi governa. Ma non posso farci niente, chiosa Longhin: “Il presidente Vincenzi non ha mai esitato un istante a buttare la croce addosso ai suoi predecessori, mentre si è ben guardato dal dichiarare le magagne della sua gestione”.

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