E’ possibile, sotto il pontificato di papa Francesco, tornare a parlare di credenti impegnati?

 E’ possibile, sotto il pontificato di papa Francesco che i cattolici facciano politica?   Sono stato attratto dal titolo del libro del prof Fabio Torriero:
“Il futuro dei cattolici in politica”, editato da Giubilei Regnani (Gennaio 2017) e, letto l’interessante saggio, ho deciso di organizzare un incontro dibattito con l’autore, a Mestre  il prossimo 20 Ottobre.   Si parte  dalla constatazione che “I cattolici, con lo Scudo Crocia...

 E’ possibile, sotto il pontificato di papa Francesco che i cattolici facciano politica?   Sono stato attratto dal titolo del libro del prof Fabio Torriero: “Il futuro dei cattolici in politica”, editato da Giubilei Regnani (Gennaio 2017) e, letto l’interessante saggio, ho deciso di organizzare un incontro dibattito con l’autore, a Mestre  il prossimo 20 Ottobre.   Si parte  dalla constatazione che “I cattolici, con lo Scudo Crociato, hanno sperimentato i lunghi anni dell’unità politica. Poi, il ventennio dell’unità sui valori ( lo schema Ruini). Ma la secolarizzazione non è stata fermata. E’ possibile, sotto il pontificato di papa Francesco, tornare a parlare di credenti impegnati? Per l’autore sì, a patto che superino i loro vulnus: il privatismo, la mancanza di coscienza pubblica, la “sindrome guelfa” (la sudditanza verso i vescovi pilota), e la “sindrome ghibellina” ( un’idea neutrale e sbiadita di laicità) “.   Per chi, come il sottoscritto, ha costruito un’associazione come ALEF ( Associazione Liberi e Forti- ) e che, dalla fine della DC (1993), si batte per la ricomposizione dell’area cattolico popolare, quanto descritto dal prof Torriero rappresenta una base critica di discussione e di confronto quanto mai utile ed opportuna.   Tanto più  alla vigilia di elezioni politiche, nelle quali molti, forse sin troppi, fermenti si stanno realizzando dentro e fuori il perimetro dei diversi gruppi che si rifanno alla DC, e in quell’area più ampia che da Rovereto, Orvieto alla Bonus Pastor si è ritrovata nell’associazione “Costruire Insieme”, sino al costituendo “Quarto Polo”, nato su iniziativa del prof Paolo Maddalena con il sostegno degli amici della Confederazione di sovranità popolare ( www.sovranitapopolare.it).   Nell’area assai frammentata degli ex DC, unico elemento di certezza giuridica è l’avvenuta elezione da parte dei soci DC che rinnovarono l’adesione al partito nel 2012, alla presidenza dell’associazione DC, dell’On Gianni Fontana. Per questa realtà ritengo che, al di là delle questioni di natura giuridica che hanno sin qui ostacolato il processo di ricomposizione, considerando i tempi strettissimi imposti dalla concreta realtà politica italiana, sia prioritario:  
  1. tentare di costruire una lista unitaria dello scudo crociato, a partire dalle prossime elezioni regionali siciliane, anche al fine di valutare il grado di disponibilità a mettersi insieme, da parte di tutte le diverse articolazioni di ispirazione democratico cristiana;
  2. tentare di riaprire il tesseramento e celebrare il XIX Congresso della DC con quanti sono ancora interessati a ricostruire il partito. Un congresso da svolgere INSIEME a tutti i diversi frammenti nei quali è adesso divisa l’area degli ex DC. Ricostruire a livello locale dei comitati civico popolari di ampia partecipazione pubblica, sarebbe un modo per far partire dal basso il processo di riunificazione e rinascita del partito e di selezione della nuova classe dirigente.
  Questo processo di ricomposizione dell’area  democratico cristiana può  rappresentare un tassello significativo, forse necessario, ma, indubbiamente, non sufficiente, rispetto a quello più generale di ricomposizione dell’area cattolico popolare che rappresenta l’elemento, questo sì, indispensabile per la costruzione di un Quarto Polo in grado di porsi come alternativa credibile e vincente rispetto al falso tripolarismo in cui si sta esaurendo l’esperienza triste della Seconda Repubblica.   Con il prof Torriero condividiamo l’analisi secondo cui:” Dopo la “tesi” ( la globalizzazione liberista, il superamento degli  Stati nazionali, l’idea di un mondo unito, la UE, la democrazia mondiale, la laicità universale), egemonica per almeno il cinquantennio successivo al secondo conflitto mondiale; e dopo l’”antitesi”, in realtà speculare, funzionale alla tesi ( la fase che stiamo vivendo tuttora) , cioè la risposta identitaria, localista, nazionalista e sovranista ( bollata come xenofoba e regressiva), che non riguarda solo i movimenti emergenti di destra, ma anche i governi di alcune nazioni ( come l’Inghilterra con la Brexit e il suo ritorno a politiche protezionistiche, mirate a privilegiare gli inglesi nel mondo del lavoro), ci sarà una “sintesi”. E sarà una Grande Sintesi. Ed è qui che le nuove categorie feconderanno  la storia dei popoli, favorendo la ridefinizione e ricomposizione di soggetti politici, delle comunità organizzate e delle stesse statualità”.   In Italia, come sostiene Torriero, dopo Berlusconi, Renzi e Grillo, sarà la medesima cosa: “alto-basso” (popoli contro caste) e “valori antropologici” costituiranno il nuovo discrimine, il nuovo confine che riscriverà radicalmente la cittadinanza”.   Contro la Santa Trinità: economia, tecnologia e comunicazione dovremo reagire con la rivoluzione delle identità e della libertà. Come  da tempo andiamo scrivendo, non è con lo sguardo rivolto all’indietro, che abbiamo sviluppato e continueremo a svolgere il nostro impegno, ma con gli occhi e la mente ben aperti e in avanti.   Siamo consapevoli che, contro il potere dominante del turbo capitalismo finanziario, che impone i suoi dogmi, combattendo in primis i cattolici e la Chiesa romana, tentando di ridurre gli uomini a soggetti di puro sfruttamento, non sarà “l’americanizzazione della destra” operata da Berlusconi dal 1994  in poi, liberista, laicista e cesarista, né il trasformismo del  falso socialismo renziano,  che ha portato “ il berlusconismo a sinistra” e “ il PD a destra” nella prospettiva del “partito unico americano” il PdN ( Partito della Nazione, magari nella versione post elettorale del Partito del Nazareno) e nemmeno il giustizialismo moralistico del M5S a offrire una nuova speranza al popolo italiano e, soprattutto, a quel 50% di elettori renitenti al voto.   Serve una grande risposta di tipo antropologico, fondata sui valori della persona, della famiglia e dei corpi intermedi, declinati secondo i principi della sussidiarietà e della solidarietà, quelli indicati dalla dottrina sociale della Chiesa cattolica, che dalla Rerum Novarum in poi, con le encicliche di  Papa Giovanni Paolo II (Centesimus Annus) , Papa Benedetto XVI (Caritas in Veritate) e Papa Francesco (Evangelii Gaudium e Laudato SI) sono le stelle polari dalle quali intendiamo trarre le giuste indicazioni per il nostro impegno nella “città dell’uomo”.   Trattasi di un progetto per un nuovo soggetto politico ispirato ai valori dell’umanesimo cristiano per il quale sono chiamati a collaborare e a convergere tutti gli uomini di buona volontà, che intendono opporsi alla deriva nichilista dominante e all’anomia politica, istituzionale e sociale del nostro Paese e dell’Europa.   Ettore Bonalberti www.alefpopolaritaliani.it www.insiemeweb.net www.don-chisciotte.net Venezia 31 Agosto 2017