Fratelli d'Italia in subbuglio in tutta Italia: in molti guardano alla Lega

Non solo ROMA (con l'uscita di due consiglieri comunali, Idicicco e Santori, e dieci municipali) e MILANO (con la richiesta, di Jonghi Lavarini, di convocazione dei congressi cittadino e provinciale), in tutta Italia, dalla Puglia al Veneto (con Raffaele Zanon), sono centinaia gli amministratori e dirigenti locali di Fratelli d'Italia che si lamentano della gestione verticistica (privatistica) del partito e che: invocano PARTECIPAZIONE, TRASPARENZA, RINNOVAMENTO e MERITOCRAZIA, appellandosi direttamente a Giorgia Melononi, e, contemporaneamente, minacciando, nel caso del perdurare di questa situazione di stallo e assoluta chiusura, di uscire dal partito (che i sondaggi danno al 2,5%), per aderire al progetto della nuova super Lega nazional-popolare europea, lanciato, ieri a Pontida, da Matteo Salvini, che tutti danno, con il vento in poppa, con oltre il 30% del consenso degli italiani.

Il movimentista Roberto Jonghi Lavarini è assolutamente chiaro e netto: "L'anno prossimo ci sono le elezioni europee e dobbiamo fare fronte comune con Matteo Salvini e Marine Le Pen. Il mondo e la politica stanno cambiando velocemente, superando i vecchi schematismi e le vecchie rendite di posizione: Giorgia Meloni deve decidere cosa vuole fare. Adesso, perlomeno in Lombardia: Fratelli d'Italia è un partitino chiuso su se stesso, politicamente immobile e gestito dagli eletti e dalla casta dei nominati. Noi vogliamo fare politica, navigare in mare aperto, cavalcare la trigre del cambiamento..."