A Lombardia e a Belluno un invito a non perdere “il treno autonomia”

L’incontro Zaia- Stefani ha messo in luce la possibilità di una legge delega per l’autonomia veneta entro l’anno, ma anche Milano e Belluno, con in mano i rispettivi risultati referendari, avevano chiesto più competenze.

Nessuna gara quando si tratta di autonomia, sia chiaro. L’autonomia tutto dà e nulla toglie, in particolar modo se consideriamo che le tre realtà considerate, Lombardia, Veneto e provincia di Belluno, spiccano tutte per virtuosismo amministrativo. Bisogna tuttavia considerare che un interlocutore “privilegiato” a Roma, come si trova ad essere il governo attuale - per la presenza della componente leghista ( che, dalla sua fondazione, fa del federalismo la madre di tutte le battaglie) - è un’occasione ghiotta per tutti coloro che sventolino da anni la bandiera dell’autonomismo.  E il tempismo, visto le differenze tra le due forze che rappresentano l’anima di palazzo Chigi, purtroppo si pone come fondamentale. In sintesi, l’interlocutore privilegiato oggi c’è, quindi è bene che tutti coloro che ne abbiano diritto ne approfittino. Complice forse il rapporto “speciale”, formatosi a seguito della comune militanza in Liga veneta, Luca Zaia e Erika Stefani – neo ministro per gli Affari Regionali - sembrano aver messo il turbo nella trattativa Regione-Stato e ripensato la questione in modo innovativo: una legge delega che contenga i principi fondamentali e le direttive secondo cui positivizzare funzioni e competenze, che poi sarà attuata mediante regolamenti attuativi. Sembra proprio che la Regione Veneto, quindi, fungerà da apri pista sulla questione e con tempi nient’affatto (eccessivamente) lunghi. Nulla in contrario, anzi. Come già detto però, la bipolarità del governo impone la celerità degli adempimenti. Va aggiunto anche che, all’interno dell’arco parlamentare ( compartecipe e decisore dell’iter necessario), le forze politiche si sono dichiarate – sia pure con sfumature diverse – favorevoli ad una maggior autonomia regionale. Tutto però potrebbe cambiare nel caso di nuove elezioni. Il governatore lombardo Attilio Fontana e il presidente bellunese Roberto Padrin sono avvisati: sedersi al tavolo il prima possibile e cercare di portare a casa il massimo consentito deve imporsi come il leit motiv dei prossimi mesi. È imperativo “sfruttare la volata” della Regione euganea.

Giulio Maria Grisotto