Giornata del Ricordo con Rivoluzione Cristiana

Giornata del Ricordo. "Con quasi 57 anni di ritardo l’Italia, con la legge n. 92 del 2004, ebbe il coraggio di riconoscere e istituire una giornata di commemorazione per gli italiani assassinati dai comunisti jugoslavi nelle terre d’Istria, Dalmazia e di Fiume dopo la Seconda Guerra Mondiale. Una tragedia immane che per molto tempo si è preferito nascondere, occultare ed evitare di raccontare. I morti dalmati, istriani e fiumani sono sempre stati morti di serie...

Giornata del Ricordo. "Con quasi 57 anni di ritardo l’Italia, con la legge n. 92 del 2004, ebbe il coraggio di riconoscere e istituire una giornata di commemorazione per gli italiani assassinati dai comunisti jugoslavi nelle terre d’Istria, Dalmazia e di Fiume dopo la Seconda Guerra Mondiale. Una tragedia immane che per molto tempo si è preferito nascondere, occultare ed evitare di raccontare. I morti dalmati, istriani e fiumani sono sempre stati morti di serie B. Uccisi in quanto italiani. Il 10 febbraio di ogni anno, grazie ad un provvedimento legislativo sacrosanto approvato dall’allora governo Berlusconi, noi ricordiamo quei nostri fratelli infoibati dalle milizie di Tito e possiamo riflettere sulle difficoltà di tutti i profughi, di tutti gli esuli italiani di quelle terre che una volta arrivati in Italia non trovarono una patria accogliente e generosa, ma insulti sprezzanti ed intollerabili, specie da parte della sinistra estrema del tempo. Ancora oggi le pulsioni estremiste portano autori impegnati nel racconto di quegli anni drammatici ad essere allontanati dalle scene, con l’idea che nel mondo dello spettacolo o sei di sinistra o non puoi lavorare. Un esempio su tutti? Simone Cristicchi. I suoi spettacoli in giro per l’Italia raccontando l’orrore delle Foibe sono quasi sempre stati boicottati sia a livello istituzionale, da amministrazioni locali che per un’ideologia bieca e criminale hanno preferito nascondere gli orrori comunisti, sia dai centri sociali di sinistra con incursioni non autorizzate nei teatri che hanno minato il principio intaccabile della libertà di espressione. Ricordare significa anche riflettere sui giorni nostri, giorni nei quali sempre più si parla di emergenza fascista nel paese e si tace dinnanzi alle azioni squadriste di oscurantismo perpetrate dai figli di papà appartenenti ai centri sociali. O giorni nei quali la stampa di sinistra taccia di razzismo quelle parti politiche che in maniera pragmatica ragionano sull’immigrazione dall’Africa e sulle reali possibilità che l’Italia ha di aiutare i migranti nei loro paesi di origine, le stesse testate che nei giorni delle migrazioni degli esuli titolavano “Non meritano la nostra solidarietà né hanno diritto a rubarci il pane”, come scriveva L’Unità all’epoca. Ciò che non è accettabile è l’ipocrisia. Il nostro partito è di centro e guarda alla destra liberale e moderna, ma certamente non è estremista, né da una parte né dall’altra. Ad oggi un criminale sanguinario come Tito gode ancora di un’Onorificenza come Cavaliere di Gran Croce al Merito della Repubblica Italiana e questo non è tollerabile. Noi non scordiamo i martiri delle foibe. Noi, non dimentighemo!" concludono la loro nota gli esponenti del coordinamento provinciale di Rivoluzione Cristiana di Varese.