Aereo precipitato sul Col Concanin alle pendici del Visentin

Aereo precipitato sul Col Concanin alle pendici del , commemorazione in occasione del 51 anniversario con la partecipazione dei parenti. In quel lontano 11 marzo 1967 Il bimotore Twin Otter 100 della compagnia aerea Aeralpi era Decollato da Milano con 17 passeggeri a bordo, aveva fatto scalo a Venezia dove la maggior parte è scesa ed era proseguito verso Cortina d'Ampezzo. La Val Lapisina quel giorno era immersa nella nebbia e ad un certo punto i piloti visto che l’aereo non ...

Aereo precipitato sul Col Concanin alle pendici del , commemorazione in occasione del 51 anniversario con la partecipazione dei parenti.

In quel lontano 11 marzo 1967 Il bimotore Twin Otter 100 della compagnia aerea Aeralpi era Decollato da Milano con 17 passeggeri a bordo, aveva fatto scalo a Venezia dove la maggior parte è scesa ed era proseguito verso Cortina d'Ampezzo. La Val Lapisina quel giorno era immersa nella nebbia e ad un certo punto i piloti visto che l’aereo non era dotato per il volo strumentale, avrebbero deciso di ritornare indietro, ma accadde una tragica fatalità. Purtroppo, l'aeroplano durante la virata andò a sbattere contro la montagna sul Colet del Concanin a poca distanza dal borgo di Caloneghe, alle pendici del Col Visentin.[youtube https://www.youtube.com/watch?v=beUx_2HqUeY] Tra i primi soccorritori ci furono Giampietro Paier, allora sedicenne e alcuni abitanti di Fadalto,  che cercarono di soccorrere gli unici due ancora in vita, che furono portati a valle sulle spalle dai volontari. L’aereo era rimasto pericolosamente in bilico sul precipizio e aveva un’ala spezzata e la carlinga distrutta. A bordo c’erano i due piloti Mauro Bignetti e Giovanni Jalla e i passeggeri tra cui l’attore Gastone Bettanini, unico sopravvissuto che si è solamente fratturato una gamba, Aldo Tait direttore delle operazioni di volo del Duca Amedeo d’Aosta e dipendente di Alitalia, Gino Belliato giovane barman del King di Cortina, ancora vivo all’arrivo dei soccorsi, ma deceduto durante il trasporto all’ospedale di Belluno. Come dice Giacomo Mognol che ha attivato le ricerche poi portate avanti con impegno dal giornalista Giovanni Carraro, “Abbiamo trasformato la memoria individuale in memoria collettiva”. L’attività di ricerca di testimonianze storiche era partita l’anno scorso in occasione del 50° anniversario e aveva portato alla prima commemorazione dell’incidente e poi alla presentazione di un documentario realizzato da Giovanni Carraro e presentato nell’aprile del 2017 presso il Parco Laghi Blu Basso Fadalto di Vittorio Veneto. Quest’anno uno dei risultati della faticosa ricerca è stata la presenza alla commemorazione di alcuni dei parenti delle vittime di allora. C’erano Giovanna Jalla, figlia di Giovanni Jalla, Nicoletta Belliato, figlia di Gino Belliato e Antonio Tait, nipote del comandante Aldo Tait. Fadalto 12 marzo 2018 Fabrizio Sbardella